I'm hopless... I know.......
giovedì 9 giugno 2011
IL MIO ROMANTICISMO COLPISCE ANCORA.....
lunedì 21 marzo 2011
AMORE E ALTRI DISASTRI. LA STORIA DELL'AMICA A.
Tutti noi ne conosciamo qualcuna. Non esistono distinzioni di sesso, età, professione o altro tipo di status. Possono essere i nostri genitori, figli, amici, colleghi, compagni o semplici conoscenti. Possono essere figli unici che non hanno mai imparato a "condividere l'attenzione", figli di famiglie numerose che invece l'hanno dovuta condividere troppo o figli "di mezzo" che non essendo stati mai ne i "grandi" ne i "piccoli" si sono trovati li a penzolare nel mezzo, ne carne ne pesce, ricavandone una mancanza di attenzione alla quale in età più adulta desiderano rimediare. Uomini e donne in egual misura, e sebbene io tenda a ritenere che una donna mitighi questa eventuale propensione con quell'altra, innata, che la spinge a "prendersi cura", noi signore non ne siamo certo immuni.
Queste persone tendono, inconsciamente, a considerasi un po' come le uniche persone al mondo con dei bisogni. Detto così suona da schifo, mi rendo conto, ma non lo fanno con cattiveria o con premeditazione. Spesso nemmeno se ne rendono conto. Non sono cattivi, è che li disegnano così... e anche se sono convinta che con un po' di lavoro su se stessi ognuno di noi possa migliorare, queste persone sovente non ce la fanno. E' qualcosa di troppo insito nella loro natura.
Come ci si relaziona con una persona del genere? Bè è facile.
Bisogna fare un passo indietro.
Non c'è altra soluzione che questa, lasciare che calchino il centro del palcoscenico e possibilmente, se ci si riesce, sorridere con indulgenza mentre lo fanno. Perchè è di questo che hanno bisogno.
Oh, certo. Si potrebbe anche far loro notare questo tratto del loro carattere. Probabilmente capirebbero, con la logica e col cervello, vedrebbero le ragioni dei satelliti che gravitano loro attiorno come tanti piccoli Ganimede intorno al possente Giove. Ma non riuscirebbero a capire a livello emotivo. Il che li porterebbe con ogni probabilità a sentirsi frustrati ed incompresi, e ad aggirarsi per le vie della città - o per i corridoi di casa - come leoni in gabbia.
E come tali, a cecare una via di fuga.
Se lo scopo è liberarsi di loro, probabilmente è la via migliore.
La mia carissima amica A. ha sposato un uomo così.
Purtroppo un giorno si e uno no devo accogliere le sue confidenze in lacrime, perchè non riesce più a gestire la situazione.
Oddio, lei magari esagera un po'... ma immagino che sia una situazione che alla lunga logora.
Lei fa così, si mette da parte.
Lascia che lui sia Giove, e si mette in posizione periferica.
E' diventata quello che aveva giurato non sarebbe stata mai, a nessun costo: una Donna che mette l'Uomo davanti a tutto.
Sta tutto il giorno a pensare a come compiacerlo, salvo poi che lui magari nemmeno se ne avvede.
Sorvola sulle cose che non le piacciono, per amore della quiete familiare, perchè, dice, quando prova a muovere una critica, anche bonariamente, lui diventa aggressivo (metaforicamente, non è che la mena...).
Tende solo a dimostrarle che "lui ha ragione" ma sembra (e dico sembra perchè nella testa di un altro ci puoi arrivare solo fino a un certo punto) che non si soffermi a considerare come lei si sente, indipendentemente da quello che può essere "logicamente e razionalmente recepito".
Farlo, significherebbe fare un passo indietro. Mettere lei al centro per un minuto e girarle intorno, diventare Ganimede per un attimo. Essere lui quello che pensa come compiacere lei.
E questo è impossibile per lui, che pure è un uomo davvero notevole sotto un milione di altri punti di vista. Eppure dice di amarla. Il che probabilmente è anche vero. Lei si aggrappa a questo come a una boa di salvataggio in mezzo alla tempesta, e siccome anche lei lo ama nonostante tutto, resiste.
Alle volte vorrei proprio dirgli due paroline, a questo tipo.
Gli uomini alle volte hanno la capacità innata e ststraordinariamente sviluppata di guardare dalla parte sbagliata.
Ma come fai a mettere bocca tra moglie e marito?

giovedì 7 ottobre 2010
LA FORZA DELL'AMORE - Elogio di Severus Snape (attenzione spoiler su HP7)

mercoledì 11 agosto 2010
martedì 13 luglio 2010
ECLIPSE, OVVERO IL TRIANGOLO.
domenica 3 gennaio 2010
IL SEGNO DEI TEMPI.
Ieri stavo leggendo un ariticolo su Focus Storia.
Parlava della dinastia dei Borgia, ed in particolare di Papa Borgia, Alessandro VI, il padre di Lucrezia, per intenderci. Raccontava di come i costumi fossero dissoluti, la moralita´ quantomeno dubbia e le sontuose feste papali ricche di signore compiacenti e giochi a dir poco espliciti.
Questi vengono definiti i "festini da papi".
Fin qui tutto bene.... se non fosse che l´autore si e´sentito in dovere subito dopo - come colto da improvvisa ansia - di specificare tra parentesi che, benche´ si parli di feste e donne prezzolate, qui "papi" e´ inteso come sostantivo plurale del nome "papa" e non con altri significati che possibilmente si potrebbero attribuire alla parola......................
Santa pazienza, in che tempi viviamo!!!!!
mercoledì 30 settembre 2009
FAVOLA CHEROKEE

Un anziano Cherokee stava seduto davanti al tramonto con suo nipote.
"Nonno, perchè gli uomini combattono?"
Il vecchio, con gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava cedendo il passo alla notte, parlò con voce calma.
"Ogni uomo prima o poi è chiamato a farlo. Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Ma ricordati che lo scontro più feroce è sempre quello che avviene tra i due lupi"
"Quali lupi, nonno?"
"Quelli che ogni uomo ha dentro di se'"
Il bambino non riusciva a capire. Attese che il nonno rompesse il silenzio che aveva lasciato cadere tra loro, forse per aumentare la sua curiosità. Infine, il vecchio, che aveva dentro di se la saggezza di molte lune, riprese con il suo tono calmo.
"Ci sono due lupi dentro ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie ed egoismo"
"E l'altro?"
"L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede."
Il bambino rimase a pensare un istante, poi chiese
"E quale lupo vince?"
"Quello che nutri di più".
martedì 15 settembre 2009
PATRICK
martedì 18 agosto 2009
ROMANTICO UN PAR' DI BALLE!
Chissà perchè stamattina mi è venuta in mente una vecchia lezone di italiano di quinta superiore.
Una cosa che suona come "la differenza tra eroe classico ed eroe romantico", ma che in realtà è un meraviglioso escursus sul mondo maschile.. e sul perchè sono sempre i dannati che ci fanno girare la testa...
La prima e fondamentale differenza tra i due tipi di maschio in realtà è quella che si scopre per ultima: l'eroe classico è un eroe che vince, l'eroe romantico è inesorabilmente un perdente. E' travolto dagli eventi piuttosto che dominarli, è succube, piccolo e disorientato, ed alla fine ne viene devastato. L'eroe classico invece si erge, statuario e sicuro, granitico, forte e potente, e sbaraglia tutto e tutti. Voglio dire, avete presente Ulisse? Ecco.

L'altra differenza attiene invece al viaggio piuttosto he alla meta. L'eroe classico è un antipatico saputello saccente con tutte le risposte in tasca. Non pondera, non pensa, non pianifica. Lui semplicemente, SA, tout court. E' stato disgnato in quel modo. Vi immaginereste Ulisse indeciso? Mai! Dategli un mostro, e lui saprà cosa farne! Un rapido sguardo al panorama, ed ecco che la soluzone di tutti i problemi gli sale alle labbra ed al cuore con una facilità ed una spontaneità disarmanti... ed essendo provvisto egli di tutti gli attributi adatti alla bisogna (muscoli e coraggio in primis), ecco che senza indugio, l'eroe classico... ce la fa. Ne esce. Qualunque sia la situazione in cui si è cacciato - o meglio, in cui è stato cacciato dai capricci della sorte o degli Dei - lui risolve.
Mentre l'eroe romantico, ah.... l'eroe romantico.....

L'eroe romantico si macera. Si distrugge. L'eroe romantico si trova catapultato in situazioni che cambiano completamente il suo modo di concepire la vita, in mondi che gli sono - psicologicamente se non fisicamente - completamente estranei. E' perso, disarmato, sconcertato, possibimente pure cagionevole. Non ha, come invece il suo collega classico, la "consolazione" di sapere di essere nelle mani degli Dei... che per quanto capricciosi, costituiscono - siamo onesti - un bel punto di riferimento. No, lui non ha riferimento alcuno, il cielo di carta si squarcia sopra la sua testa e dietro non c'è nulla. E' solo, in mezzo ad un mondo che non comprende. Si guarda attorno senza capire fin in fondo quello che succede, e non trova, mai, una soluzione positiva. Soffre, soffre disperatamente, nella sua assordante solitudine, normalmente per amore (di una donna, o della patria, o di quel che volete voi... purchè faccia male), ha tutte le soluzioni in mente ma nessuna nelle mani. E' debole, diremmo oggi, nel senso che non prende "il toro per le corna" ma si immobilizza, si cristallizza nel suo immutato e - ovviamente - impossibile sentimento senza agire. E viene inesorabilmente, disperatamente travolto, senza possibiità di appello, senza redenzione, senza mercede. E difatti, di solito, muore. Non sempre, ma spesso, e possibilmente di sua propria mano. E' nobile, di una nobiltà inutile e un po' autoreferenziale... si sacrifica. Si immola. Ulisse non si immola x niente e per nessuno. Non davanti agli Dei, non davanti agli uomini. Lui FA quello che è stato creato per fare. Trionfa.
Ora.
Per quale misteriosa ragione le ragazze siano sempre attratte dal secondo e mai dal primo... io non lo riesco proprio a concepire (o forse si, e faccio solo finta). Perchè Ulisse è buonobellobravo... e va bene, ma diciamocelo, persino troppo... algido, statuario...così intelligente, così dannatamente perfetto!! Una serata, forse due... giusto per dire che siamo uscite con lo strafigo.. ma a conti fatti, a che gli serviamo, noi, a uno così??
Mentre il Giovane Werther... così depresso, così solo, cosììììì sensibile! Così bravo - inconsapevolmente, magari - a insinuarsi nelle pieghe del nostro istinto di protezione... della nostra propensione ad accudire... ci stordisce, ci inebria della sua infelicità, ci gratifica con il suo incessante bisogno.
Ci ama, vivaddio, disperatamente, lacerantmente, mortiferamente... non come Ulisse, il macho, che basta a se stesso e che ama con distacco, con logica. Werther non ama con la mente, ma con il cuore... di più: con la sua anima. E la sua anima è pronta a sacrificare in nome di questo amore.
"Se solo gli uomini sapessero, cosa si può ottenere, in cambio di una lacrima..." (Lella Costa)
La mia generazione, cresciuta a colpi di Malombra, di Jacopo Ortis e dei loro disperati consimili, è già perduta per sempre. Anche quelle precedenti sono cresciute con quelle letture, ma le nostre mamme non erano persone da avere tanti grilli per la testa. Noi invece ci abbiamo ricamato, ci abbiamo pianto e ci abbiamo sognato sopra. Ora che anche le ragazzine hanno il loro moderno eroe bello, dannato e tormentato........ non se ne salverà nemmeno una.
Fortuna che ho due maschi.
venerdì 14 agosto 2009
giovedì 13 agosto 2009
LA PIU' BELLA STORIA D'AMORE MAI SCRITTA

sorella mia, sposa,
tu mi hai rapito il cuore
con un solo tuo sguardo,
con una perla sola della tua collana!
Quanto sono soavi le tue carezze,
sorella mia, sposa,
quanto più deliziose del vino le tue carezze.
L'odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi.
Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa,
c'è miele e latte sotto la tua lingua
e il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano.
Giardino chiuso tu sei,
sorella mia, sposa,
giardino chiuso, fontana sigillata.
I tuoi germogli sono un giardino di melagrane,
con i frutti più squisiti,
alberi di cipro con nardo,
nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo
con ogni specie d'alberi da incenso;
mirra e aloe
con tutti i migliori aromi.
Fontana che irrora i giardini,
pozzo d'acque vive
e ruscelli sgorganti dal Libano.
SPOSA: Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni,
soffia nel mio giardino,
si effondano i suoi aromi.
Venga il mio diletto nel suo giardino
e ne mangi i frutti squisiti.
e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo;
mangio il mio favo e il mio miele,
bevo il mio vino e il mio latte.
Un rumore! È il mio diletto che bussa:
«Aprimi, sorella mia,
mia amica, mia colomba, perfetta mia;
perché il mio capo è bagnato di rugiada,
i miei riccioli di gocce notturne».
«Mi sono tolta la veste;
come indossarla ancora?
Mi sono lavata i piedi;
come ancora sporcarli?».
Il mio diletto ha messo la mano nello spiraglio
e un fremito mi ha sconvolta.
Mi sono alzata per aprire al mio diletto
e le mie mani stillavano mirra,
fluiva mirra dalle mie dita
sulla maniglia del chiavistello.
(...)
bella come la luna, fulgida come il sole,
terribile come schiere a vessilli spiegati?».
Nel giardino dei noci io sono sceso,
per vedere il verdeggiare della valle,
per vedere se la vite metteva germogli,
se fiorivano i melograni.
(...)
opera di mani d'artista.
Il tuo ombelico è una coppa rotonda
che non manca mai di vino drogato.
Il tuo ventre è un mucchio di grano,
circondato da gigli.
I tuoi seni come due cerbiatti,
gemelli di gazzella.
Il tuo collo come una torre d'avorio;
i tuoi occhi sono come i laghetti di Chesbòn,
presso la porta di Bat-Rabbìm;
il tuo naso come la torre del Libano
che fa la guardia verso Damasco.
Il tuo capo si erge su di te come il Carmelo
e la chioma del tuo capo è come la porpora;
un re è stato preso dalle tue trecce».
Quanto sei bella e quanto sei graziosa,
o amore, figlia di delizie!
La tua statura rassomiglia a una palma
e i tuoi seni ai grappoli.
Ho detto: «Salirò sulla palma,
coglierò i grappoli di datteri;
mi siano i tuoi seni come grappoli d'uva
e il profumo del tuo respiro come di pomi».
SPOSA: «Il tuo palato è come vino squisito,
che scorre dritto verso il mio diletto
e fluisce sulle labbra e sui denti!
Io sono per il mio diletto
e la sua brama è verso di me.
Vieni, mio diletto, andiamo nei campi,
passiamo la notte nei villaggi.
Di buon mattino andremo alle vigne;
vedremo se mette gemme la vite,
se sbocciano i fiori,
se fioriscono i melograni:
là ti darò le mie carezze!
(...)
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l'amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore!
Le grandi acque non possono spegnere l'amore
né i fiumi travolgerlo.
martedì 16 giugno 2009
LA VENDETTA DELLE "NON-ANORESSICHE"

La Barbie ha compiuto 50 anni... guarda mo' come s'è ridotta......
venerdì 12 giugno 2009
DEAD UNTIL DARK
Beh, vista l'interessante discussione che ne era nata qualche giorno fa, e visto che sono a metà di Dead Until Dark, mi pareva carino un post su questo argomento.
Dunque. Di base, il libro per adesso non mi dispiace affatto, anzi, devo dire che mi piace abbastanza. La trama non è originalissima, bisogna ammettere, ma comunque regge abbastanza bene. L'idea che i Vampiri abbiano raggiunto il riconoscimento legale è buona. (o forse è originale, è che qui è arrivata dopo altri vampiri....)
I vampiri sono un po' troppo tradizionali per i miei gusti, il che li rende un po' inverosimili (ok ok sempre vampiri sono...). Insomma, via, canini che si allungano, dormire nella terra, il sole che li sgretola e le armi d'argento... da questo punto di vista preferisco i vampiri di Twilight, almeno Edward liquida tutte queste cose come "leggenda". Però questi vampiri qui - va bene, questO vampirO qui, Bill - ha il vantaggio del fascino cattivo che i Cullen non hanno (essendo tutti buoni come la cioccolata).
Bill è duale, buono e cattivo insieme, rabbioso e gentile, ed è proprio per questo che risulta così eccitante. Cerca di integrarsi nella società umana senza nascondersi, ma non si fa alcun problema a rivelare la propria natura e desidera che Sookie la accetti (diversamente da Edward che invece fa di tutto per negarla). La fascinazione di Sookie per lui dipende anche da questo... e diciamocelo, come ogni ragazza potrà confermarvi, è assolutamente giusto che sia così!
Purtroppo, quello che non mi piace molto è lo stile con cui il libro è scritto. Asciutto, scarno, freddo, quasi del tutto privo di particolari, trovo che pecchi nel dare profondità ai personaggi - cosa che invece non manca in Twilight. E' un modo quasi giornalistico vorrei dire di esporre e francamente non è proprio il mio genere. Va bene, probabilmente soffre un po' la traduzione, ma insomma, lo stile è quello. Io sono per una scrittura più armonica,più rotonda, più dettagliata.
Fin qui, Twilight 2 (vampiri e stile), DUD 1 (il dualismo). Ma... ahimè, cara la mia Zia Stephanie, si capisce troppo bene che hai letto appassionatamente questa saga prima di dare alle stampe il tuo capolavoro.
Insomma... Sookie è telepate e legge tutti tranne Bill (come Edward con Bella); la nonna si chiam Hale (come Jasper e Rosalie); inoltre il vampiro ha ucciso in passato, ma solo persone malvage (come Edward); esprime commenti sul "sapore" di lei che sarebbe diverso da quello di tutti gli altri (come Edward); si sente protettivo nei suoi confronti (come Edward)... e che miseria, Stephanie, ma una idea originale ce l'hai avuta????????? Sic!!
Inoltre, DUD è pervaso da un senso di eccitazione (sisi, proprio quella eccitazione lì, mica un'altra, proprio quella lì pruriginosa) quasi costante, il che secondo me è un bene, anche perchè Twilight è un libro pensato per gli adolescenti, e con protagonisti adolescenti, e dunque il politically correct americano non consente troppo sesso in queste circostanze. Qui invece parliamo di adulti consenzienti, e diamine, davanti a una cosa affascinante come un misterioso immortale dai muscoli scolpiti maestro di acrobazie erotiche....... chi di noi non cederebbe sulla nuda terra di un cimitero??
Penso che siano libri e storie profondamente diverse e che si rivolgono non tanto a persone diverse quanto a parti diverse delle persone che li leggono. Romantico e appassionato uno, duro e sensuale l'altro. Entrambi hanno un loro perchè.
Credo comunque che DUD potrà essere uno dei rari esempi in cui la trasposizione per immagini potrebbe piacermi più dell'originale cartaceo... spero di poterla vedere presto!
E adesso, Luis, tocca a te. Devi leggere Twilight :-)
giovedì 7 maggio 2009
NULLA E' COME SEMBRA. L'AMORE SBAGLIATO DI CINDY
Cindy si voltò, e gli sorrise a sua volta.
mercoledì 22 aprile 2009
ANCORA SENZA PAROLE.
La follia va diffusa
Il più possibile.
Per difendersene.
Per piacere leggete QUI e QUI e lasciate un commento.
Grazie.
martedì 3 marzo 2009
NULLA E' COME SEMBRA: IL LUPO CATTIVO
E sempre, trovava una frittella lasciata li per lui.
lunedì 12 gennaio 2009
DISPERATE, POI, PERCHE'?
Ci siamo tutte, dentro quelle quattro, tutte noi. Sono tutte le donne, sono archetipiche, oserei dire....
Bree... oh, Bree. A volte sono tentata di odiarla, Bree.
Bree così controllata, così perfetta, così precisa... eppure certe volte vorrei essere come lei. Sempre tutto sotto controllo, sempre tutto in ordine, casa perfetta, cuoca perfetta... e poi così manipolatrice, così strenua nel perseguire i suoi obiettivi, costi quel che costi. Fredda, calcolata... eppure perfetta nella sua alterità, come una statua di marmo bianco. Su quel piedistallo irraggiungibile, non si può far altro che guardarla da sotto. Algida, come una dea.
Invece a dire il vero spesso mi sento Susan. Disorganizzata, incosapevole, perennemente al recupero di qualche casino combinato per sbaglio... le lavatrici che escono tutte di un rosa tenue, la cena che è sempre qualche roba scaldata al microonde... Ingenua, disperatamente romantica, in qualche modo scollegata dalla realtà che la circonda... perennemente sorpresa, come se ogni cosa che accade le accadesse per la prima volta, e se ne meravigliasse fino a shoccarsi. Una bambina in abiti adulti, che cerca di fare del suo meglio in mezzo a questo mondo di pazzi nel quale, chissà come, è capitata all'improvviso. Oh, si, quanto sono Susan, a volte...
Gabrielle? Oh via. Gabrielle è il sogno di tutte noi, ammettiamolo! Anche se facciamo finta di scandalizzarci per la sua superficialità, per la sua passione x i piccoli intrighi e le menzogne futili. Guardiamo la sua macchina di lusso, il suo corpo perfetto (maledetta!), i suoi giovani amanti... la guardiamo tornare dallo shopping quiotidiano carica di borse e sacchetti e scuotiamo la testa con disapprovazione, ma in verità mangiamo con gli occhi quei vestiti sgargianti, quelle scarpe sensuali, quella chioma corvina perfetta anche mentre fa jogging... Arrivista, scaltra, ochetta quanto basta a far risaltare la perfezione del suo viso.. ma meno di quello che vuole dare ad intendere. Oh si, Gabe è invidiata da molte, molte di noi.
Ma la mia preferita è Lynette. Oh, si, Lynette. Dura, ferma intelligente, affermata. Madre, moglie, lavoratrice. Con la casa sempre in disordine x i molti figli. Le senti le rotelle girare nel cervello a velocità vertiginosa, perchè Lynette ha sempre qualcosa in mente, sta sempre arrovellandosi su qualcosa, sta facendo piani, progetti, vagliando idee... Lynette che è pelata ma non si nasconde.... ma che si mette la parrucca per far sentire il prossimo a suo agio.. Lynette che ricorre spesso a piccoli sotterfugi... Lynette che vince sempre, Lynette che vive per la sua famiglia, ma non dimentica se stessa. Lynette che ti dice sempre quel che pensa e che prova, anche se sembra tremendo, anche se sembra stupido, o egoista. Lynette non si vergogna mai di se stessa.
E Tom? Tom, che spacca vetrine a mattonate per la gelosia...
Si, Lynette è decisamente la mia preferita. Pagherei, per essere lei.




