martedì 30 giugno 2009

IL GRANDE RITORNO

... e con bei 20 minutini di ritardo ferroviario, il Prode Piccolo Genio ieri sera è tornato alla base. Stanco ma felice (stamattina ha dormito dalle 9 alle 13, ndr)


Prima conversazione dopo baci e abbracci:



- Allora amore, cos'è che ti è piaciuto di più?


Sguardo vivido, sorrisone, espressione sorniona


- Che abbiamo deciso noi le regole.


- Ahhh, ma davvero? Tipo?


- Andavamo a letto alle 11 e ci alzavamo alle 8, ma l'abbiamo deciso noi, eh? non è che ce l'hanno detto i grandi, abbiamo deciso tutto noi.


- Molto interessante...


- Si e poi nel nostro Forte non c'erano le regole.


- Come non c'erano?


- No, non c'erano, era il nostro posto e abbiamo deciso così, niente regole, si poteva fare tutto quello che si voleva.


- Ma proprio tutto?


- Sisi, tutto, nessuna regola si poteva fare tutto


- Non so, del tipo, a uno gli scappava la cacca, tirava giù i pantaloni e la faceva li...


- Ah ehm, si , in effetti c'è stato uno che ha cagato nella tenda degli indiani............................



Amor mio, sono felice che tu sia tornato tale e quale eri partito... non sei cambiato di una virgola!! :D



venerdì 26 giugno 2009

DA OGGI C'E' UN ANGELO IN MENO

 



 






Per tutte noi che sognavamo di essere un Angelo di Charlie, un omaggio alla bellezza ed al coraggio di Fara che ha ceduto al cancro.




giovedì 25 giugno 2009

CHILDREN SEE. CHILDREN DO.

Questo video mi ha fatto venire in mente R. (del post precedente) che inveiva contro il bimbo straniero.


 


 


 

martedì 23 giugno 2009

LA QUOTIDIANA INTOLLERANZA


- Oh ma chi sono sti due???


La mamma di R., due anni nonn ancora compiuti nonchè amichetto del Ninnolo, mi indica due bambini dall'aria orientale che hanno fatto appena la loro prima  comparsa in cortile.


- Boh, non li ho mai visti, saranno nuovi. Che bei bambini, però, specie la femmina!  Perchè? (in un condominio di 1400 persone, una famiglia nuova non è esattamente notizia da prima pagina e francamente non suscita grande interesse in me)


- Perchè quello li  fa cadere R.


Parlando, la mamma indica uno dei due bimbi nuovi, un maschietto dall'apparente età di 4 anni che gioca con una macchinetta di quelle da salirci sopra e spingerla coi piedi. Guardo, un filo più interessata, ma non mi par di ravvisare alcun comporamento insolito da parte del piccolo neofita, che si fa beatamente gli affari suoi.


Dopo pochi minuti, il bimbo nuovo si avvicina al figlio della mia amica. Lui caracolla in mezzo alle gambe della mamma e lei, senza batter ciglio prende su la macchinina col bambino ancora sopra, la gira di 180 gradi e le da una spintarella, dicendo "ma perchè  non te ne torni da dove sei venuto?" con voce alquanto stentorea. Dopodichè si rigira verso il capannello di genitori con aria compiaciuta di se stessa.


La guardo, allibita, sperando di non aver capito.


Alcuni minuti dopo, R.salta sul suo passeggino. Il bimbo orientale si avvicina (e sento la mamma mugugnare qualcosa a proposito di persecuzione) sempre sedendo sulla sua macchinina dimodochè avevano i visi più o meno alla stessa altezza. R., imitando tono e modi di sua mamma, comincia a inveirgli contro al grido di "vai via mmh mmh" sottolineando la cosa con incisive manate sulla faccia dell'altro.


La mamma lo guarda teneramente col sorriso sulle labbra, orgogliosa.


Ma non appena l'altro bambino da segno di essere stufo di prendere ceffoni e fa il gesto di appoggiare il gomito sul braccio di R. (il che NON significa che gli abbia dato una gomitata, io c'ero e ho visto), la madre di R. interviene di nuovo con tono scocciato: "ma perchè non lo lasci stare te ne vai?"


In un rigurgito di orgoglio il bambino orientale si gira verso R, e prima di andarsene gli grida "cosa vuoi che me  ne importi?? E poi, cosa vuol dire mmmmhh????". Ho un improvviso moto di simpatia verso il suo coraggio.


Pochi istanti dopo, quella che valutiamo essere la mamma del piccolo scacciato fa la sua comparsa, esibendo una avanzata gravidanza. "Pensa te, anche un'altro ne fa" commenta la mamma di R.


Io resto li, come una scema, senza parole, con la consapevolezza che in certe circostaze le parole non servono. Un bel bastone di quercia nodoso farebbe molto meglio alla bisogna.

lunedì 22 giugno 2009

PRONTI, PARTENZA... PARTITO.

......... e così il gran giorno è giunto.


Sabato il PG è partito per le sue prime vacanze in solitaria, 10 giorni ad un campo del WWF costruendo un villaggio nella foresta dell'Umbria.


Non è che io sa preoccupata: il ragazzo è di spirito, socievole, sicuro, e per di più non vedeva l'ora di partire.... anche se al momento di accomodarsi sul treno cicrondato da visi estranei, effettivamente un filo di perpessità glie l'ho letta negli occhi... ma sono pronta a scommettere che è durata il tempo di uscire dalla stazione.


Però, accidenti se mi fa strano saperlo a spasso per conto suo!!!


Il GG, in compenso, è shoccato. Mi guarda sconvolto e di tanto in tanto mi chiede "... ma Rico???" oppure "Ehhhh??? cosa vuol dire che non lo sentiamo fino a giovedì??????? Ma non potevi dargli il cellulareeeee???''. Niente ansioso, il ragazzo grande.


Di certo, la casa è decisamente più silenzisa e il Ninnolino si gode la  prima settimana da figlio unico della sua vita. Ogni tanto lo chiama... "Dadàààààà..." e poi fa il gesto di salutare, come alla stazione quando è partito... carino, ma nel complesso direi che resiste benissimo :D. Sospetto che quello che ha preferito in stazione sia stato il continuo andiriveni di treni, piuttosto che il saluto commosso al fratello in partenza...


Lunedì prox tireremo le somme di questa prima esaltante (speriamo) esperienza. Giusto il tempo di una addizioncina veloce, perchè giovedì notte, pronti via, siamo di nuovo di partenza, questa volta per il mare, coi nonni. Lì, è cosa collaudata.


 


 

mercoledì 17 giugno 2009

DONNE DA COFANO

Uffa. Che tristezza essere una donna qualunque in un mondo popolato da gnocche da cofano.


Ieri sera guardando un video musicale su MTV il GG si è espresso proprio così: quella cantante per lui era "da cofano" una con cui non spenderci nemmeno i soldi di un aperitivo. L'immagine stessa del "pigliami e sbattimi", tout court. Naturalmente trattavasi di ragazza giovane ed avvenente, magra, ammiccante e dall'aria piuttosto compiaciuta. Voce, zero, ma del resto cantava, che c'azzecca avere una bella voce?


E dire che il GG non è nemmeno tra i più beceri, anzi...


Ci stupiamo forse che le ragazzine si rifacciano a modelli irraggiungibili di perfezione fisica e che magari ci sia caso che ci rimettano pure la salute? No, perchè io non mi stupisco mica. A me, quando guardo MTV, mi sale un filo di invidia, con tutte ste cosce lunghe, vite magre, tette grosse e visi perfetti, ma la cosa finisce li. Ma una quattordicenne che  non sente altro che i suoi coetanei e non esprimersi in quel modo... e magari anche il suo proprio padre.... non ha gli strumenti "di difesa" che ho io. Come deve sentirsi? Inadeguata? Minimo, dico io.


Tempo fa c'era una trasmissione in tv in cui una serie di "esperti" che non c'hanno un cazzo da fare dalla mattina alla sera (diciamocelo) disquisivano sulla pericolosità del modello di donna proposto dalla moda, con la sua estrema magrezza. Si preoccupavano, capite, per l'aumento dei casi di anoressia tra le adolescenti. E parlavano, tutti, di come siano più belle ed appetibili le ragazze "rotondette". Peccato che queste cosiddette "rotondette" cui si riferivano fossero stanghe di 1.70 con la taglia 42 che, a casa mia, tanto rotonde non sono. Volevo telefonargli in diretta, a 'sti cretini, per dirgli che stavano raggiungendo esattamente il risultato opposto al voluto, cioè che stavano rinforzando il modello di magrezza e non indebolendolo... e che il giorno dopo tutte le ragazze tglia 42 si sarebbero sentite grasse (pardon, rotondette) e si sarebbero messe a dieta. Le rotondette sono le taglie 46, imbecilli.


Il GG difende la sua categoria dicendo che gli uomini sono così, sono fatti per essere così, lo sono sempre stati fin dai tempi di Lucy e che non si può riprogrammare l'evoluzione. Che, in parte, è anche vero. E dice pure che noi donne siamo uguali, che anche noi guardiamo il six pack di Brad Pitt con un filo di bava che cola sul mento.....  il che, di nuovo, non è del tutto inverosimile...


Però non posso fare a meno di pensare che ci sia comunque una differenza, che noi donne non "sessualizziamo" così tanto i rapporti, non so bene come dire. Badiamo meno a questo aspetto, specie una volta diventate adulte. E forse - dico solo forse - mettiamo addosso agli uomini un carico di aspettative un po' minori. Non pretendiamo che siano sempre perfetti e muscolosi, non gli facciamo intendere che se non sono belli, alti, glabri e sessualmente ammiccanti non sono niente. Forse nemmeno loro lo pretendono da  noi nel vero senso del termine, ma l'atteggiamento che hanno a volte può generare... confusione... ansia, in noi povere donne normali. E molto di più in una ragazza in caccia della propria identità.


Sembra che essere sessualmente attraenti sia tutto quel che conta. E le ragazze si adeguano, chi puntando sulla magrezza, chi sui vestitini succinti e ammiccanti, chi sulla "disponibilità" vera e propria... fino agli eccessi di cui sono venuta a conoscenza, di ragazze della scuola media dietro casa mia che praticano allegramente l'antica arte della fellatio...


Non voglio passare da puritana, perchè non lo sono. Qui lo dico, e non lo negherò mai, il sesso è una figata! A tutti piace essere attraenti e desiderabili. Ma non come un lavoro forzato. Non come l'unica cosa che puoi essere.


Senza contare che anche la più bella donna del mondo, come Dasy Duke della foto sopra, va incontro ad un  unico ed inesorabile destino: invecchia. E se ha solo il suo corpo, cosa le resta quando questo la abbandona?


 Catherine Bach


 

venerdì 12 giugno 2009

DEAD UNTIL DARK

Beh, vista l'interessante discussione che ne era nata qualche giorno fa, e visto che sono a metà di Dead Until Dark, mi pareva carino un post su questo argomento.


Dunque. Di base, il libro per adesso non mi dispiace affatto, anzi, devo dire che mi piace abbastanza. La trama non è originalissima, bisogna ammettere,  ma comunque regge abbastanza bene. L'idea che i Vampiri abbiano raggiunto il riconoscimento legale è buona. (o forse è originale, è che qui è arrivata dopo altri vampiri....)


I vampiri sono un po' troppo tradizionali per i miei gusti, il che li rende un po' inverosimili (ok ok sempre vampiri sono...). Insomma, via, canini che si allungano, dormire nella terra, il sole che li sgretola e le armi d'argento... da questo punto di vista preferisco i vampiri di Twilight, almeno Edward liquida tutte queste cose come "leggenda".  Però questi vampiri qui - va bene, questO vampirO qui, Bill - ha il vantaggio del fascino cattivo che i Cullen non hanno (essendo tutti buoni come la cioccolata).


Bill è duale, buono e cattivo insieme, rabbioso e gentile, ed è proprio per questo che risulta così eccitante. Cerca di integrarsi nella società umana senza nascondersi, ma non si fa alcun problema a rivelare la propria natura e desidera che Sookie la accetti (diversamente da Edward che invece fa di tutto per negarla). La fascinazione di Sookie per lui dipende anche da questo... e diciamocelo, come ogni ragazza potrà confermarvi, è assolutamente giusto che sia così!


Purtroppo, quello che non mi piace molto è lo stile con cui il libro è scritto. Asciutto, scarno, freddo, quasi del tutto privo di particolari, trovo che pecchi nel dare profondità ai personaggi - cosa che invece non manca in Twilight. E' un modo quasi giornalistico vorrei dire di esporre e francamente non è proprio il mio genere. Va bene, probabilmente soffre un po' la traduzione, ma insomma, lo stile è quello. Io sono per una scrittura più armonica,più rotonda, più dettagliata.


Fin qui, Twilight 2 (vampiri e stile), DUD 1 (il dualismo). Ma... ahimè, cara la mia Zia Stephanie, si capisce troppo bene che hai letto appassionatamente questa saga prima di dare alle stampe il tuo capolavoro.


Insomma... Sookie è telepate e legge tutti tranne Bill (come Edward con Bella); la nonna si chiam Hale (come Jasper e Rosalie); inoltre il vampiro ha ucciso in passato, ma solo persone malvage (come Edward);  esprime commenti sul "sapore" di lei che sarebbe diverso da quello di tutti gli altri (come Edward); si sente protettivo nei suoi confronti (come Edward)... e che miseria, Stephanie, ma una idea originale ce l'hai avuta????????? Sic!!


Inoltre, DUD è pervaso da un senso di eccitazione (sisi, proprio quella eccitazione lì, mica un'altra, proprio quella lì pruriginosa) quasi costante, il che secondo me è un bene, anche perchè Twilight è un libro pensato per gli adolescenti, e con protagonisti adolescenti, e dunque il politically correct americano non consente troppo sesso in queste circostanze. Qui invece parliamo di adulti consenzienti, e diamine, davanti a una cosa affascinante come un misterioso immortale dai muscoli scolpiti maestro di acrobazie erotiche....... chi di noi non cederebbe sulla nuda terra di un cimitero??


Penso che siano libri e storie profondamente diverse e che si rivolgono non tanto a persone diverse quanto a parti diverse delle persone che li leggono. Romantico e appassionato uno, duro e sensuale l'altro. Entrambi hanno un loro perchè.


Credo comunque che DUD  potrà essere uno dei rari esempi in cui la trasposizione per immagini potrebbe piacermi più dell'originale cartaceo... spero di poterla vedere presto!


E adesso, Luis, tocca a te. Devi leggere Twilight  :-)



 

mercoledì 10 giugno 2009

ALTRO GIRO, ALTRO REGALO.

E via, altro giro altro regalo.


Un'altra amica.


Un marito innamorato, ma troppo preso dal lavoro, disattento, lontano...  una vita fatta di "tran tran", complice magari un bisogno un po' più forte del solito, ed ecco profilarsi all'orizzonte quello che invece la fa sentire al centro dell'universo.


Cazzo, ma è mai possibile che gli uomini non si rendano conto che non possono, non devono dimenticarsi delle proprie mogli? Che sarebbe così FACILE così FOTTUTAMENTE facile oserei dire???


Un pensiero gentile, un fiore, un bacio inaspettato, un abbraccio improvviso...  e che ci vorrà mai? Perchè così tanti uomini, ma proprio così tanti, dimenticano inesorabilmente queste poche, piccole, basilari cose e dopo se si scoprono cornuti si stupiscono? Lasciano che la moglie languisca al fondo della loro lista di priorità (che di solito vede il lavoro al top), e dopo hanno anche il coraggio di dire che non se l'aspettavano. E si incazzano, magari! Facce toste!


Siamo donne, signori miei, abbiamo bisogno di sentirci amate ed apprezzate come - e magari per nostra natura PIU' - di quanto ne abbiate bisogno voi. Valutiamo il vostro giudizio, lo teniamo in considerazione, e, pensate un po', c'è caso che ci facciate del male di tanto in tanto, anche senza rendervene conto. E le spiritosaggini, lasciatemelo dire, stanno a zero. Se vi chiediamo "mi ami" vogliamo sentire un si o un no (ma possibilmente un si...), e non una dissertazione sulla natura dell'amore o altro genere di risposte ambigue. L'ambiguità non è dell'amore, è della guerra. Volete la guerra? Noi no. Però la sappiamo fare, all'occorrenza, pur non piacendoci.


Semplice, breve, diretto. Si, ti amo. Meglio: si, ti amo ancora come il primo giorno. Si, sono felice che tu sia mia moglie, e no, non ti lascerò mai. Lasciate perdere, per piacere, le considerazioni sull'inconoscibilità del futuro. Cavilli. Conosciamo la natura del mondo anche noi (e magari meglio!)  ma non è di quella che stiamo parlando.


Tutto molto, fottutamente facile.


E quanti sono quelli che ci arrivano?


(..............e...GG, non sto necessariamente parlando di te, dunque non montare su :-D)




venerdì 5 giugno 2009

COME TI FACCIO LE PROSSIME OLIMPIADI

Orbene.


Mi si dice che il PG abbia un certo talento per il judo. Pratica quest'arte marziale con serietà da 3 anni, in una palestra secondo me molto buona, dove non spingono "avanti" i bambini inducendoli ad interessarsi soltanto al colore della propria cintura, ma privilegiano gli aspetti di rispetto - disciplina - aiuto reciproco piuttosto che la veloce galoppata verso le cinture alte.


Prima di salire e scendere dal tatami fanno il saluto (il tatami è uno spazio sacro), prima di salutarsi reciprocamente e di salutare il maestro prendono due secondi per sistemarsi ed essere in ordine e composti. Il judoji deve essere sempre a posto e la cintura ben allacciata. Quando il maestro insegna, si sta zitti e si ascolta con rispetto. Lui, il maestro, secondo me è fantastico, e si vede proprio che adora lavorare coi bambini. Li fa divertire e contemporaneamente li aiuta a crescere. I ragazzi dell'ora dopo, che sono + grandi, salgono sul tatami sempre qualche minuto prima per aiutare i più giovani, e loro si prendono cura dei piccoli del corso (ci sono cinture bianche di 6 anni) per aiutarli a comprendere meglio le tecniche di combattimento.


Il che, secondo me, è molto giusto.


Ieri sera, il PG pensava di essere "in verifica": a fine anno fanno sempre una verifica per "confermare" la cintura che hanno, una specie di prova che l'anno è passato profiquamemte. Invece, inaspettatamente (per lui, ma io lo sapevo!!) il maestro alla fine della verifica, gli ha dato la cintura arancio.


Ric era molto orgoglioso, ha tenuto il judoji con la cintura nuova addosso tutta sera (voleva anche dormirci, ma ho scoraggiato....) e abbiamo festeggiato a pizza e fanta (perchè è arancione..........)


Il titolare della palestra, che è un maestro di judo a sua volta, dice che è un "elemento da tenere sott'occhio" e per il prossimo anno mi ha detto che vuole fare un "piano" adatto alle sue capacità (il corso che ora segue è un po' lento per lui, mi dicono), qualunque cosa questo significhi.


Io, da mamma, trovo che sia molto a suo agio sul tatami. Me ne intendo assai poco, ma insomma, vedo una sicurezza e un modo di muoversi decisamente superiori a quelli di altri ragazzi.


Ma quello che mi ha scioccato maggiormente è che uno dei maestri della scuola, che non è il suo ma che lo vede allenarsi spesso, me ne ha parlato entusiasticamente, definendolo " PULITO, ORDINATO E CONCENTRATO".


Prima ho pensato che mi avesse scambiato per la mamma di qualcun altro. Poi, una volta appurato che non era così, gli ho chiesto di accompagnarmi la prossima volta che vado a parlare con le maestre di scuola.


 


 

mercoledì 3 giugno 2009

lunedì 1 giugno 2009

BUON VIAGGIO, PROF.


1989. Cambio tra la quarta e la quinta ora. Classe IV C.


Sharon e Giada mi si avvicinano con fare cospiratorio


- Andre, martedì c'è il compito di inglese...


- Si lo  so - (che palle, ancora con 'sta storia, penso io.)


- Dovresti vedere se riesci a farlo spostare....


- No, dai, tutte le volte....


- Si, dai, provaci, se ci vai tu ti dice di si... - le due mi fanno gli occhietti supplicanti


- Ma ora arriva la prof di mate... - tento, senza alcuna speranza


- No, ma glie lo diciamo noi che sei dalla Franza


Vabbè, vado. L'orario in corridoio mi dice che la prof in questione è in seconda. Busso, e apro la porta quel tanto che basta per infilarci dentro la testa.


- Ah ehm, salve prof! - esordisco con tono squillante.


Lei non alza nemmeno gli occhi dal registro. Dal silenzio attonito della classe indovino che sta scorrendo i nomi dell'elenco per sentire qualcuno. Faceva sempre così. Entrava in classe e iniziava a dire "sentiamo" ancora prima di sedersi alla cattedra e togliersi il cappotto. Il risultato erano una ventina di amebe mezzo sciolte sotto il banco, tutte intente ad allacciarsi le scarpe o a sgranare improbabili rosari.


- Non se ne parla nemmeno. - mi dice seria seria.


Ridacchio. - OK prof, ci ho provato...


- Grazie, Andretta  è un piacere lavorare con te.


Richiudo la porta e torno in classe, ancora sghignazzando tra me e me.


UN MESE DOPO


Sharon e Giada mi si avvicinano con fare cospiratorio


- Andre, martedì c'è il compito di inglese...


- Si lo  so


- Dovresti vedere se riesci a farlo spostare....


- No, dai, tutte le volte....


- Si, dai, provaci, se ci vai tu ti dice di si...


- Cosa ve lo fa pensare? E poi ora arriva la prof di mate...


- No, ma glie lo diciamo noi che sei dalla Franza


Mpf. Che palle, 'sta pantomima ogni volta che c'è il compito in classe di inglese. Vabbè, riproviamoci. Torno nella stessa seconda. Ribusso, riapro, riinfilo la testa


- Prof, buongiorno! - sempre voce squillante, grande sorriso.


- Oh, Andretta, ti stavo aspettando....


- Ehm, si, immagino... dunque?


- La risposta è la stessa dell'ultima volta...


Ma svatolta non posso tornare in classe con un niente di fatto. Apro del tutto la porta ed entro. I pivelli di seconda mi guardano perplessi. Come oso?


- No prof per piacere. Non mi dica ancora di no...


- Senti, non è che tutte le volte potete chiedermi di rinviare il compito, insomma, devo valutarvi.. poi arriva la fine dell'anno e non ho abbastanza voti sul registro...


- Prof la prego. Le compagne stavolta mi si mangiano viva. Un giorno, dai, che le costa?


I pivelli sgranano gli occhi. Chi è questa temeraria che si permette di parlare a QUESTA prof severa ed anziana in quel modo, con quella confidenza????


Lei sbuffa, ma si vede che è divertita. Apre il registro di quarta. Sorrido, la battaglia è vicina ad essere vinta. Faccio un paio di passi verso la cattedra e mi porto alle spalle della prof. Allungo un ditino, come casualmente, per indicarle il giorno....


- Va bene, allora mercoledì. Ma, Andretta... - mi guarda severa, ma io lo so che fa solo finta - ...proprio perchè sei tu!!!


Sorrido. - Lo so, prof. E' per questo che spediscono sempre me... Grazie, eh?? Grazie mille, sul serio, mi ha salvato la vita!!


Lei sorride a sua volta e mi fa l'occhiolino. Con la coda dell'occhio vedo due o tre pivelli che, schiuma alla bocca, cascano per terra in preda alle convulsioni.  Questa prof che distribuisce 4 come patatine fritte, nella cui classe non vola mai una mosca, e se per caso ci fosse una mosca vera volerebbe in silenzio.... fare l'occhiolino ad uno studente??? In fondo li capisco, poveri pivelli.  Anche io ho avuto una reazione simile una volta, in prima, quando una ex allieva è venuta a trovarla e - sotto 22 paia d'occhi costernati - le due si sono prese sottobraccio e si sono esibite in una perfetta imitazione di Stallio ed Ollio. Allora non capivo, ma ora si.


Esco dalla classe col mio trofeo, un inutilissimo giorno di proroga x il compito in classe, e mi domando come io abbia mai potuto avere timore o soggezione di questa donna gentile.


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Oggi saluto la professoressa Corinna Franzini, che prematuramente ed improvvisamente, sabato pomeriggio ci ha lasciati per proseguire il suo viaggio senza l'inutile fardello del corpo col quale mi ha insegnato l' inglese per 5 anni. Se la mia anima impaziente non deve attendere mesi e mesi che i suoi libri preferiti vengano tradotti, è tutto indubbiamente merito del suo lavoro.


Prof, faccia buon viaggio.