venerdì 8 ottobre 2010


La vera felicità


consiste nel rendere felici


le persone che amiamo.


 

giovedì 7 ottobre 2010

LA FORZA DELL'AMORE - Elogio di Severus Snape (attenzione spoiler su HP7)



Sto rileggendo HP and the Deathly Hollows a mo’ di ripasso in vista dell’uscita della prima parte del settimo film prevista per il mese prossimo. E ogni volta che lo leggo, mi innamoro sempre di più del personaggio di Severus Snape, il vero eroe della storia, il più coraggioso ed il più dotato di tutti i personaggi creati dalla zia JK.

 

Severus Snape è la vera causa della morte di James e Lily Potter.

 

La sua storia è tra le più tristi che si possano immaginare. Severus è un mezzosangue. Il suo padre babbano era un ubriacone e un violento. Abitava da bambino nello stesso quartiere di Lily e Petunia Evans, ed è stato il primo ad accorgersi che Lily era una strega. La loro amicizia è nata così, da bambini, con lui che le raccontava del meraviglioso mondo di cui entrambi facevano parte, della scuola che avrebbero frequentato, delle possibilità infinite davanti a loro.

 

Naturalmente, per Severus non era “solo” questione di amicizia. Severus ha amato Lily dal primo momento, e per tutta la vita.

 

A scuola, nonostante siano stati smistati in Case diverse, sono rimasti amici. Lily difende Sev dall’arroganza e dagli attacchi – diciamolo, spesso ingiustificati – di James e Sirius, i due ragazzi più pololari della scuola, probabilmente tra i più dotati e sicuramente i più arroganti. Quanto diverso doveva sembrare il povero Severus, mai veramente apprezzato da nessuno se non da Lily, in confronto all’amatissimo James Potter e a Sirius, bellissimo e dotato…

 

Severus comincia  presto a sentire attrazione verso le arti oscure. Colui Che Non Deve Essere Nominato sta reclutando adepti. Nella Casa di Serpeverde insieme a Severus ci sono Lucius Malfoy, Crabbe, Goyle e tutti quelli che sarebbero di li a poco diventati i fedeli Mangiamorte di Voldemort; Severus – che era sempre stato trascurato e maltrattato da famiglia e compagni – non può non restare affascinato dalle teorie di superiorità e dominio che il mago oscuro instilla  nei suoi seguaci.

 

I primi screzi nell’amicizia con Lily avvengono appunto per questo. Lily, una vera Grifondoro, non riesce accettare la voltura di Severus verso le arti oscure; dal canto suo Severus ha visto l’interesse di James per Lily e ne è disperatamente geloso. Nonostante Lily non dimostri inizialmente nessun interesse nel giovane Potter, i rapporti tra lei e Severus sono destinati ad interrompersi bruscamente e definitivamente.

 

E qui il destino interviene.

 

Severus ascolta per caso la Profezia che lega Voldemort ad Harry Potter nel momento in cui viene pronunciata. Deluso ed addolorato per la fine dell’amicizia con Lily,   intravvede la possibilità di salire nella stima del Signore Oscuro, e glie la riferisce


Quello che Severus non immagina,  è che a seguito di questo Voldemort darà la caccia ed ucciderà proprio la “sua” Lily.

 

Devastato dal dolore e dal rimorso, Severus si presenta ad un Dumbledore che lo disprezza, supplicandolo dapprima di proteggere Lily (o anche tutta la famiglia se non si può proprio fare a meno di salvare anche James…) e poi, dopo la sua morte, mettendo a disposizione la sua vita e consacrandola a fare ammenda per quell’unico, terribile, irreparabile errore commesso.

 

Posso solo immaginare il tormento di un personaggio così. Disperatamente innamorato, di un amore che è senza speranze per definizione, perché l’amata non è più in questo mondo. Disperatamente sofferente, atrocemente pieno di rimorso, di colpa, di rimpianti.

 

Ed è in tale stato d’animo che  dopo 10 anni si ritrova davanti il viso del suo vecchio nemico, di quel James Potter che aveva vinto il cuore di Lily come lui non aveva mai potuto. Harry è identico a suo padre, nel viso e nel carattere. Ribelle, arrogante, sicuro di se…. Ma i suoi occhi sono gli occhi di Lily. Ed è questo che lo sprofonda definitivamente nel baratro. Come può lasciar morire gli occhi di Lily una seconda volta? Come può sopportare il disprezzo del figlio, quando aveva già sopportato quello del padre, trasmesso proprio da QUEGLI occhi?

 

Severus odia autenticamente e profondamente Harry. E’ troppo simile a suo padre per non odiarlo. Ma lo sguardo di sua madre che irradia dal suo viso è un eterno e costante monito e ricordo per Severus delle sue colpe imperdonabili. Severus passa i successivi 7 anni a proteggere Harry in nome dell’amore che portava a sua madre….. mentre tutti pensano che la sua intenzione sia quella di distruggerlo.

 

Severus è rimasto nell’ombra. Cresciuto enormemente nella stima di Dumbledore (che infatti si domanda ad un certo punto se lo Smistamento di Severus non sia stato frettoloso…), lavora per “i buoni” mentre finge di essere il numero 2 del Signore Oscuro. Quello stesso Signore Oscuro che ha doti di grande Legilimes, ma al quale la mente di Snape rimarrà sempre nascosta, in virtù delle sue grandissime capacità, misconosciute.

 

Chi è allora il più grande mago di tutti i tempi? Dumbledore? Voldemort? O il piccolo, unticcio e odioso Snape? Chi è il più coraggioso? Chi ha la più grande capacità di amare?

 

Le sue azioni seguenti sono – per sua stessa volontà – fraintese da tutti. Piton uccide Dumbledore… ma è parte di un piano concordato (Dumbledore sta morendo comunque) per salvare l’anima di Draco, che avrebbe dovuto compiere l’omicidio. Prende il posto di Preside ad Hogwards, ma lo fa per proteggere gli studenti piuttosto che per vessarli. Ricorda costantemente a tutti che Harry appartiene al Signore Oscuro… ma lo fa perché nessuno lo uccida… perché la vita continui ad irradiarsi da quegli occhi che lo tormentano e lo stregano da sempre.

 

Piton produce un patronus che ha le sembianze di Lily…. E quando dopo anni ed anni Dumbledore se ne accorge e gli chiede “ma come Severus, dopo tutto questo tempo?” la sua risposta è lapidaria. “Sempre”. Meraviglioso.

 

E la sua morte, la sua morte inutile ed ingloriosa, ancora nel segno dell’amore per Lily. Snape morirà per mano del suo Signore, di Voldemort, che gli richiede questo servizio come estremo segno di fedeltà. Le sue ultime parole sono per Harry, che è presente.

“Guardami”, gli dice. “Look at me”. Severus vuole morire guardando gli occhi di Lily per l’ultima volta, vuole morire sentendo lo sguardo di lei sul suo viso.

 

Piton muore senza requie e senza perdono.La sua redenzione sarà soltanto postuma, quando - grazie ai ricordi passati ad Harry negli ultimi momenti prima di morire - finalmente il suo ruolo, il vero ruolo del suo sconfinato e smisurato amore e coraggio diventeranno chiari per tutti.

 

E dunque Dumbledore aveva ragione. Tutto comincia e finisce con l’Amore. L’amore di una madre che muore per salvare il figlio, l’amore di un professore che protegge i suoi studenti, l’amore di un uomo respinto che distrugge la propria vita nel ricordo di una donna che non è mai stata veramente sua. E chi non riconosce il ruolo dell’Amore, è destinato a soccombere nell’oblio.

mercoledì 6 ottobre 2010


 


Il mio regno è magico, ed io ne sono la Signora.


Esso si adegua ai miei voleri; con un semplice atto di volontà io lo plasmo secondo i miei desideri.


Vivo qui da sempre, da quando sono venuta al mondo. Ne sento il palpito sotto la pelle, ne percepisco il profumo con ogni respiro, e ad ogni mia azione esso mi risponde, amorevole e fedele.


Sento nell'anima la profondità delle sue acque cristalline, vedo con i miei occhi la meraviglia dei suoi confini lontani, dei suoi monti ariosi e delle sue foreste impenetrabili e nere.


Esse sono la mia casa preferita. Cammino tra le fronde ombrose, riposo sul suo verde tappeto profumato e m'inerpico sui suoi alti rami, da dove domino tutto il paesaggio, la vita che esso contiene, gli spiriti che lo compongono.


Ma anche la morte ed il dolore che vi sono inestricabilmente intrecciati, i cui fumi sottili risalgono verso il cielo come una preghiera silente.


Le mie lacrime si mischiano con le acque della foresta, ritornando alla terra, arricchendola e riconfermando la Sua sovranità sul tutto.

martedì 5 ottobre 2010

SULLA FORZA E SULLA SPONTANEITA'.

Ho sentito tante volte persone in difficoltà pronunciare frasi come "i miei figli sono la mia vera forza" e le ho sempre considerate parole un filo vuote. Voglio dire, naturalmente, tutti amiamo incondizonatamente i nostri bambini, ma mi è sempre riuscito difficile comprendere come urla, capricci, pappe sputazzate, cacche addosso e compiti malfatti potessero essere di aiuto a qualcuno che già di suo stava sperimentando una situazione di stress estremo, o dolore, o tristezza.


Bene, devo ricredermi.


Quando arriva l'ora per me di stare coi miei figli, al pomeriggio, sono già reduce da 6-7 ore di elucubrazioni, scenari devastanti, altalena umorale e possibilmente due o tre lacrimucce. Ma appena arrivo alla Scuola Materna, comincio a ridere e sorridere, a parlare con voce da gnomo e a cantare "il coccodrillo come fa".


Mi sforzo di farlo?


Si, certo. Al principio.


Ma, miracolo dei miracoli, dopo poco lo sforzo svanisce e quello che faccio diventa naturale, spontaneo, bello. Il cervello si calma, il cuore si sgonfia e quel palloncino preme un pochino meno sui miei polmoni. Forse questo vale per tutto. Forse le cose bisogna solo farle, a volte, punto e basta, senza tante seghe mentali sul fatto che vengano o non vengano da sole.


Forse la spontaneità è sopravvalutata.

domenica 3 ottobre 2010

COME LORO

Io vorrei vivere come loro.

Guardateli! Link e Quark si chiamano, e conducono una vita VERAMENTE sul filo del rasoio.

Pensate: a volte devono aspettare anche 5-6 minuti prima che la loro fame venga saziata! E quando si rilassano in cameretta, devono percorrere anche un bel 7 metri per raggiungere la cassettina, in caso di bisogno.... Non scherziamo, son seccature!

Dormono tutto il giorno E ANCHE tutta la notte. Girellano con aria di superiorità per casa e scelgono con comodo il Luogo del loro Meritato Riposo (sia chiaro, più spesso che no si tratta di un cuscino morbido). Lo stress di procurarsi il cibo non è affar loro, stanno caldi ed asciutti, dominano incontrastatamente il territorio.

Certo sono inconsapevoli.

Non si possono dire animali fortunati perché non sanno cosa sia la fortuna. Non si possono dire legati alla vita perché non sanno cosa sia la morte. Non si possono dire felici o infelici perché i concetti di felicità ed infelicità per un animale sono solo legati alla disponibilità di quello che soddisfa i bisogni primari, e non ad uno stato psicologico che coinvolge tutti gli aspetti della vita, come per gli esseri umani.

E non scambiereste la vostra condizione con la loro?

mercoledì 29 settembre 2010

IL MIO INCUBO PEGGIORE

Tutti abbiamo degli incubi.

Situazioni o azioni che ci fanno pensare "se succede quella cosa lì, muoio".

A volte, per qualche fortunato scelto dal fato, gli incubi peggiori si avverano.

E quando questo succede.... il mondo non crolla, non si oscura, le montagne non crollano, non ci sono maremoti ne tempeste solari.Tutto resta uguale come prima (a parte quella piccola porzione che sta proprio sotto i tuoi piedi, che naturalmente tende a sgretolarsi un tantino).

Se il tuo incubo peggiore si è avverato, devi lo stesso alzarti quando suona la sveglia e preparare la colazione per tutta la famiglia. Devi vestire il bimbo x l'asilo, devi controllare la cartella ed i compiti. Sulla metropolitana, le facce che vedi sono sempre le stesse, sonnolente e leggermente seccate per non aver trovato posto a sedere. Il medico con cui hai appuntamento ha sempre la stessa aria bonaria ed interessata, il medesimo camice bianco candido ed inamidato, l'identico stetoscopio al collo.

In ufficio, il capo è incazzato come tutti gli altri giorni, i tuoi colleghi lavorano con la consueta svogliatezza, le amiche ti guardano, giusto loro, con un'aria leggermente diversa, perchè interpretano il buio nei tuoi occhi.

Ma a parte questo, a parte il buio, anche tu sei sempre uguale. Non te ne vai in giro con una freccia rossa lampeggiante sulla testa con scritto "nightmare". Sorridi a tutti, sei cortese con tutti, rabbonisci il capo e stimoli i colleghi. Il corso che dovevi tenere, lo tieni ugualmente e fai le solite battute per alleggerire.

Con buona dose di sicurezza puoi dire che al pomeriggio, i cancelli delle scuole saranno dello stesso colore, le facce dei bimbi che si fiondano verso casa ugualmente gaudenti, le altre mamme ciarliere e pettegole come sempre.

Tu passi attraverso a tutto questo come un fantasma, con la forza dell'abitudine di compiere le stesse azioni di tutti i giorni. Dentro il tuo stomaco c'è un palloncino che si gonfia e si sgonfia, si gonfia e si sgonfia e ti chiedi se prima o poi si deciderà a scoppiare o se resterà li in eterno, a levarti il fiato dai polmoni.

Ed in mezzo a questo, cerchi di capire come trasformare tutto ciò in una opportunità.

martedì 28 settembre 2010

FIORE.


 


Certe cose si percepiscono per istinto.


Anche quando l'evidenza sembra indicare il contrario, anche quando tutti ti dicono che le cose stanno diversamente, non c'è storia: certe cose le sai e basta.


A volte non sai cosa fare, a volte non puoi farci niente.


Più spesso semplicemente ci convivi, sperando di resistere, sperando di non fare niente di troppo stupido o di troppo radicale. Sperando di non cedere ad atteggiamenti le cui conseguenze sarebbero troppo devastanti per poterne anche solo accennare.


E' la cosa più difficile, perchè ti cambia, in modi che non avresti mai pensato possibili. Te ne rendi conto quando vedi quel cambiamento insospettabile e pensi che tutto sommato non è così negativo.


Ma per le cose importanti bisogna essere pronti a lottare e disposti a cambiare.