lunedì 11 aprile 2011

RIDERNE SEMPRE!


Presto il GG ed io festeggeremo i 20 anni di vita insieme.

No, uè! Cosa andate a pensare!! Non siamo sposati da 20 anni, non siamo ancora così decrepiti (e qui qualcuno mi sa che si offende...... ), ma ci siamo conosciuti e messi insieme che avevamo 20 anni.

Ciò comporta che ci conosciamo piuttosto bene, e che i nostri reciproci difetti non abbiano ormai più segreti.

Oh si... so che voi amici di blog non potrete crederci, ma io HO dei difetti, eccome... e anche lui.

Io sono esageratamente polemica, di carattere sarei li a puntualizzare su tutte le sciocchezze. Non sono precisa, anzi spesso e volentieri dimentico le cose (anche quelle da pagare, ehm...) per cui, mettendo insieme questi due punti, penso si possa dire che sono genericamente una bella cagacazzi. Sono un disastro con la raccolta differenziata (perchè sono pigra) e non sono una gran donna di casa, anche se cerco di fare del mio meglio (ma le lavatrici finite e non stese ahimè... capitano)

Lui invece è terribilmente egocentrico. Non egocentrico in modo patologico, intendiamoci, ci mancherebbe. Ma insomma, diciamo un filo più egocentrico della normale media maschile (il che... ehm.). E' disordinatissimo (la biancheria pulita vive anche diversi giorni per terra accanto al suo comodino perchè metterla via la sera quando va a letto è stanco, e la mattina quando esce non ha tempo....) e pigrissimo. E disperatemante dispettoso. Vabbè quest'ultimo non è necessariamente un difetto, alle volte mi fa davvero morire dal ridere.

Nessuno di noi due ha difetti terribili o passibili di distruggere una serena vita di coppia. Nessuno di noi due beve, o si droga, o picchia l'altro. Nessuno di noi due è infedele (e qui, datemi il beneficio d'inventario perchè posso parlare per me al 100% e per lui... sulla fiducia, sperando che sia ben riposta).

Stando così le cose, credo che il segreto sia saperne ridere. O almeno sorridere.
Credo che incaponirsi, brontolare, lamentarsi, o peggio scatenare una lite per cose di così poco conto sia un atteggiamento decisamente suicida. Si rovina l'atmosfera generale e ci si fa il fegato amaro senza motivo.

Non c'è ragione di essere acidi gli uni con gli altri.
Ne di essere eccessivamente puntigliosi.
Se io dimentico una cosa la fai tu, se la dimentichi tu la faccio io.
Senza tenere il conto di quante volte io ho fatto una cosa al tuo posto e tu una al mio.

Deve esserci... fluidità.
Fluidità è una bella parola. Da l'idea di due onde che si intersecano, una che va e una che viene, e che sono diverse, ma non del tutto. A se stanti, ma mai completamente separate.

Credo che sia questo il segreto. Sorridere, ed essere fluidi.
Altrimenti, arrivano i guai, e guai della peggior specie.

Quelli evitabili.



 



 

venerdì 8 aprile 2011

LA PEDAGOGIA S'HA DA ADATTA'!


Il Ninnolo ha abbandonato il suo amato ciuccio alcuni mesi fa.
Non di sua spontanea iniziativa, intendiamoci....

Ahh.. rimpiango i bei e facili tempi del PG... al quale a 3 anni si potevano spiegare le cose come si fa ora che ne ha quasi 11 (... e le capiva meglio...) e che per l'addio al ciuccio è stato premiato da Babbo Natale con un orripilante pupazzo di Hulk... e con il quale avevamo fatto un bel discorsetto per spiegargli che insomma, quando un bimbo cresce....... e lui aveva annuito, tristemente, ma annuito...

Niente. Col ninnolo le cose sono andate più o meno così:

Sera 1:
Io: Amore, magari bisogna cominciare a pensare che il ciuccio non va più usato...
Lui: Nooo mi sevvvve!
Io: E alla materna come fai?
Lui: faccio senza!
io: allora vedi che non ti serve?
Lui: invece si mi sevvvvvveeeeee!!

Sera due:
Io: Amore, magari bisogna cominciare a pensare che il ciuccio non va più usato...
Lui: Nooo mi sevvvve!
Io: E alla materna come fai?
Lui: faccio senza!
io: allora vedi che non ti serve?
Lui: invece si mi sevvvvvveeeeee!!

Sera tre:
Io: Amore, magari bisogna cominciare a pensare che il ciuccio non va più usato...
Lui: Nooo mi sevvvve!
Io: E alla materna come fai?
Lui: faccio senza!
io: allora vedi che non ti serve?
Lui: invece si mi sevvvvvveeeeee!!

Mattina 4:
Lui:a mamma dov'è il ciuccio?
Io: non so prova a cercarlo
Lui: non c'èèèèèèèè!!!
Io: allora l'abbiamo perso.

Fine del problema.

Ieri sera, com'è come non è, da un recondito quanto improbabile angolo di casa salta fuori, maledetto lui, un ciuccio superstite che evidentemente era stato li nascosto per tutto questo tempo al solo scopo di sbucar fuori al momento meno opportuno come un jumping jack.

Dopo cena, il Ninnolo arriva gaudente mostrando il suo inaspettato tesoro rinvenuto chissà come.
Tempo due secondi ce l'aveva in bocca...
Inutili i miei tentativi di blandirlo con coccole e promesse per farmelo dare......... ovviamente, gli sevvvve!!
All'ora di andare a letto, ancora col dannato aggeggio saldamente tra i denti, gli dico che insomma, i ciucci non è che restano coi bambini grandi. Quando un bimbo cresce, il ciucco va via.... no ma io sono piccolo... si sei piccolo ma non così piccolo da tenere il ciuccio... no ma non può andare via, non ha le ruote...... 

Insomma si addormenta col famigerato in bocca.
Nottetempo la qui presente mamma bastarda si introduce silenziosa e furtiva in cameretta, sottrae l'oggetto del desiderio e lo imbosca in un armadio di cucina. In alto.

Ovviamente il grido al risveglio è stato "mammaaaaa il ciuccio è andato viaaaaaa"

Eh! te l'avevo detto, io, che se ne andava ruote o non ruote........................



 



 










     

lunedì 4 aprile 2011

IL SEGNO DEI TEMPI


SABATO POMERIGGIO, CORTILE DEL PUFF CONDOMINIO.


- mamma mamma! abbiamo inventato un nuovo gioco!!

- ohh dai, che bellezza. E che gioco è??

- Nascondino Tripoli.

- Ehm, sarebbe??

- Bè è come guardia e ladri, solo che le guardie sono in elicottero e tirano giù le bombe.


Chi avrebbe mai detto che - da mamma - avrei rimpianto quei bei sani cartoni violenti dei miei tempi, tipo Goldrake e Jeeg, che almeno era tutto palesemente finto???




giovedì 31 marzo 2011

VIGGO E NON PIU' VIGGO.



Il PG vuol diventare attore.

Sul serio.

Ma proprio per davvero.

Fa persino un corso di recitazione e canto................

Bene, sabato ha un provino.

No, dico, un PROVINO.

Che non è mica come un casting, che di quelli ne ha fatti diversi. No. Questo qui è un PRO-VI-NO.

Per le poche persone, scelte dal fato, che non sono addentro al misterioso mondo dei giovani artisti emergenti, la Puff-mammanager va ad illustrare la differenza.

Dicesi casting una roba in cui vai li, ti guardano, ti fanno due foto o un rapido filmato, ti chiedono come ti chiami, quanti anni hai e che materia preferisci a scuola (e li il PG normalmente tentenna un attimo...) e tanti saluti.

Dicesi provino una roba dove devi far vedere quello che sai fare. Che nello specifico, significa recitare.

Ohibò!!

Ora lui conosce - perchè gli piace, ce l'ha pure scaricato sul cellulare - il monologo finale dell'androide di Blade Runner. Ce l'avete presente, no, "Io ne ho viste cose che voi umani..." eccetera. E intendeva usare quello.

Ma la sottoscritta Puffola non gli consente di andare al risparmio. Il discorso è chiaro: hai voluto fare questa cosa, ora ti ci impegni, perchè altrimenti butti via il tuo tempo - che son problemi tuoi - ed il mio, che invece sono problemi miei e non te lo consento.

Pertanto ieri sera abbiamo iniziato lo "studio" di un nuovo monologo. Si tratta del discorso di incitazione ai soldati che Aragorn rivolge alle truppe di Gondor davanti al Nero Cancello, nella parte finale del Ritorno del Re.

Ora voi dovete immaginare la scena.

Interno, sera.

Il PG e la Puffola incantati davanti al DVD del Ritorno del Re. Avanti, fermo, avanti fermo, per consentire al PG di memorizzare le parole. Il PG in piedi in mezzo alla sala, sguardo truce e braccia mulinanti con fare enfatico che declama "Figli di Gondor, di Rohan, fratelli miei..."; Ninnolo estasiato che guarda il fratello come fosse Marlon Brando girellandogli intorno, e che con la sua vocina stridulina da treenne ogni tanto azzarda "... abbandoneremo gli amici.... non è questo il giorno...." col PG che (nonostante sia fiero dell'ammirazione del fratello) prorompe con un "mamma portamelo via" una frase si e una no.

Puro delirio.

E il bello è che non gli viene neanche male. Se non fosse per i suoi assurdi dubbi (mamma, ma lui è a cavallo, come faccio a fare il cavallo??) e la voce, che è ancora un tantino troppo bianca per la parte.

Quando parte il prossimo aereo per Hollywood??



http://www.youtube.com/watch?v=xDDYSPRjsVw 



lunedì 28 marzo 2011

RIENTRO COL BOTTO


Al rientro dal nostro weekend provenzale (splendido!), sono stata accolta da una delle domande al fulmicotone del PG che mi ha lasciato più spappolata che mai.

Frittata di Puffola.

In cameretta, col Ninnolo che giocava per conto suo sul letto, il PG stava riordinando la scrivania e con fare del tutto rilassato ed indifferente mi chiede...

- Mamma, ma come si fa a capire quando esce il primo sperma??
...
...
...
- Bè... (aiuto), amore, si capisce perchè esce... non è che possa sfuggire...
- Ma dopo che esce il primo, ne esce ancora?
- ... in che senso?
- Nel senso, esce solo una volta?
- No, gli uomini producono sperma per tutta la vita, una volta che inizia poi continua...
- Ah. Ma è come se uno si pisciasse addosso?
- No bé non proprio. La quantità è minore
- E di che colore è?
- Bianchiccio, o trasparente. Perchè me lo chiedi (aiuto), ti è capitato?
- No no, sono solo curioso. Ah e poi sai? Iniziano a venirmi i peli...
- Ahehm. Sul serio?
- Si, voi vedere?
- Ma certo...

Guardo. Molto attentamente. Bisogna ammettere che ci vorrebbe una lente di ingrandimento... ma in effetti qualche primo timido accenno si percepisce. Mi congratulo col PG gongolante x i suoi rapidi passi verso la maturazione fisica, e con tutto l'aplombe che posso mi dirigo in bagno, dove il GG sta facendo la doccia. Entro, chiudo la porta, e inizio a sbattere la testa contro il muro.

Ma queste qui, porcaccia la miseria ladra e putrida,  non erano robe da uomini?????



 



 







 

lunedì 21 marzo 2011

ECCO PERCHE' AMO IL GG (...TRA LE ALTRE COSE)


Il mio adorato GG ieri aveva male al pancino.

Niente di nuovo, in effetti... la Puff-famiglia è stata affetta da virus gastroenterici di varia natura e durata almeno 5-6 volte quest'inverno.

Il povero GG ha avuto per tutta la giornata un'aria pesta e depressa. Ha dormicchiato tutto il pomeriggio sul divano e non ha mangiato altro che due tazze di the dalla sottoscritta amorevolmente preparate e due miseri biscottini giusto per non svenire di schianto sul pavimento della sala, che poi i bambini si impressionano.

Nonostante questo, alle 8.30 della sera ha stoicamente tirato fuori l'asse da stiro, ha riempito la vaporella e incurante della devastazione di cui erano preda le sue povere viscere, ha stirato 6 camicie.





 



Non lo ha fatto nudo..... ma non si può avere tutto.



 

AMORE E ALTRI DISASTRI. LA STORIA DELL'AMICA A.

Ci sono persone che devono stare al centro della scena.

Tutti noi ne conosciamo qualcuna. Non esistono distinzioni di sesso, età, professione o altro tipo di status. Possono essere i nostri genitori, figli, amici, colleghi, compagni o  semplici conoscenti. Possono essere figli unici che non hanno mai imparato a "condividere l'attenzione", figli di famiglie numerose che invece l'hanno dovuta condividere troppo o figli "di mezzo" che non essendo stati mai ne i "grandi" ne i "piccoli" si sono trovati li a penzolare nel mezzo, ne carne ne pesce, ricavandone una mancanza di attenzione alla quale in età più adulta desiderano rimediare. Uomini e donne in egual misura, e  sebbene io tenda a ritenere che una donna mitighi questa eventuale propensione con quell'altra, innata, che la spinge a "prendersi cura", noi signore non ne siamo certo immuni.

Queste persone tendono, inconsciamente, a considerasi un po' come le uniche persone al mondo con dei bisogni. Detto così suona da schifo, mi rendo conto, ma non lo fanno con cattiveria o con premeditazione. Spesso nemmeno se ne rendono conto. Non sono cattivi, è che li disegnano così... e anche se sono convinta che con un po' di lavoro su se stessi ognuno di noi possa migliorare, queste persone sovente non ce la fanno. E' qualcosa di troppo insito nella loro natura.

Come ci si relaziona con una persona del genere? Bè è facile.
Bisogna fare un passo indietro.
Non c'è altra soluzione che questa, lasciare che calchino il centro del palcoscenico e possibilmente, se ci si riesce, sorridere con indulgenza mentre lo fanno. Perchè è di questo che hanno bisogno.

Oh, certo. Si potrebbe anche far loro notare questo tratto del loro carattere. Probabilmente capirebbero, con la logica e col cervello, vedrebbero le ragioni dei  satelliti che gravitano loro attiorno come tanti piccoli Ganimede intorno al possente Giove. Ma non riuscirebbero a capire a livello emotivo. Il che li porterebbe con ogni probabilità a sentirsi frustrati ed incompresi, e ad aggirarsi per le vie della città - o per i corridoi di casa - come leoni in gabbia.

E come tali, a cecare una via di fuga.

Se lo scopo è liberarsi di loro, probabilmente è la via migliore.

La mia carissima amica A. ha sposato un uomo così.
Purtroppo un giorno si e uno no devo accogliere le sue confidenze in lacrime, perchè non riesce più a gestire la situazione.

Oddio, lei magari esagera un po'... ma immagino che sia  una situazione che alla lunga logora.

Lei fa così, si mette da parte.
Lascia che lui sia Giove, e si mette in posizione periferica.
E' diventata quello che aveva giurato non sarebbe stata mai, a nessun costo: una Donna che mette l'Uomo davanti a tutto.

Sta tutto il giorno a pensare a come compiacerlo, salvo poi che lui magari nemmeno se ne avvede.
Sorvola sulle cose che non le piacciono, per amore della quiete familiare, perchè, dice, quando prova a muovere una critica, anche bonariamente, lui diventa aggressivo (metaforicamente, non è che la mena...).
Tende solo a dimostrarle che "lui ha ragione" ma sembra (e dico sembra perchè nella testa di un altro ci puoi arrivare solo fino a un certo punto)  che non si soffermi a considerare come lei si sente, indipendentemente da quello che può essere "logicamente e razionalmente recepito".
 
Farlo, significherebbe fare un passo indietro. Mettere lei al centro per un minuto e girarle intorno, diventare Ganimede per un attimo. Essere lui quello che pensa come compiacere lei.

E questo è impossibile per lui, che pure è un uomo davvero notevole sotto un milione di altri punti di vista. Eppure dice di amarla. Il che probabilmente è anche vero. Lei si aggrappa a questo come a una boa di salvataggio in mezzo alla tempesta, e siccome anche lei lo ama nonostante tutto, resiste.

Alle volte vorrei proprio dirgli due paroline, a questo tipo.
Gli uomini alle volte hanno la capacità innata e ststraordinariamente sviluppata di guardare dalla parte sbagliata.
Ma come fai a mettere bocca tra moglie e marito?