venerdì 5 novembre 2010

ATTITUDINE


Si bravi.
E' facile sorridere ed essere felici quando tutto attorno a te gira per il verso giusto.



Quando hai un lavoro gratificante, quando sei amato, custodito, valorizzato.. quando hai le sensazioni giuste, quando ti senti importante, forte, sicuro, sereno. Quando ti regalano dodici rose, di cui una finta.



Diverso è se piove, piove, piove sempre... o se ti senti ansioso, preoccupato, impaurito... o se ti guardi attorno e fatichi a riconoscere le persone che vedi.

Tuttavia bisogna sorridere lo stesso.
Sorridere è una scelta, sempre.
Bisogna credere che le nostre azioni, anche le più piccole, possono davvero cambiare le cose. Possono migliorare, o peggiorare, la vita del nostro prossimo. Possono dare ad una giornata nera una sferzata di energia positiva.


Essere felici non è qualcosa che prendiamo dall'esterno.
E' qualcosa che proiettiamo.... e c'è caso che sia contagioso.
Comincia dentro di noi.
Anche quando è difficile.



  

giovedì 4 novembre 2010

CHE FISICO!




"Per ogni minuto che passi arrabbiato



predi 60 secondi di felicità"



 





 



Meditiamo, gente, meditiamo.


 




 

mercoledì 3 novembre 2010

FIGLIOLINO CAGNOLINO

Tempo fa, avevo un'amica e quest'amica aveva un cane.
Come tutti i cani, odiava stare solo in casa.
Lei e i suoi genitori avevano trovato questa soluzione: quando uscivano, gli dicevano "vado a fare la spesa". Lui a quel suono associava il fatto che andavano via, ma che sarebbero tornati presto, e stava tranquillo... con buonapace dei vicini.

Il cervellino del Ninnolo 3enne, funziona uguale (che già li, uno potrebbe al limite farsi delle domande... ma vedi post sotto  ).

Quando vado via di casa, spesso e volentieri si dispera. Fa vedere "li sorci verdi" ai nonni o al GG di turno, con urla e strepiti, e lacrime, e disperazione incontrollabile ed inconsolabile, e se si tenta di tranquillizzarlo attacca a lanciare le cose in giro, pesta i piedi, e nulla sembra avere effetto. Finchè non si scaricano le batterie.

Dunque, io vado in palestra. Sempre, ad ogni ora.

Esco con Nike e borsone in spalla?
Ovevai mamma?
Vado in palestra Topino
Ahhh, ukkei. (siamo in una fase in cui mette U e L in ogni dove)

Esco con gonna corta, tacchi alti e truccata come per la festa dell'Ambasciatore dei Ferrero Rocher?
Ovevai mamma?
Amore, vado in palestra
Ahhh, ukkei.

Unica eccezione, la mattina, quando "vado in ufficio" è una risposta accettabile. Specialmente se prima di andarci lo porto alla materna, che ormai adora, e dalla quale mi caccia via con un cordiale "ciao, mamma, do bacio,  adesso vai pure" non appena cambiate le scarpine.

Bello il mio cucciolone.


SILLOGISMO


Chi ha paura delle risposte, non farà domande
Chi non farà domande, non saprà.
Chi ha paura delle risposte, non saprà.

La paura frega sempre tutti.



 










La paura è la piccola morte che porta con se l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi (Litania BeneGesserit contro la Paura, pronunciata da Paul Atreides)


 

martedì 2 novembre 2010

TEMPI NON SOSPETTI.



http://dialoghiimmaginari.splinder.com/post/18075429/occasioni-sprecate



Notare il commento numero 6
Perchè mi viene da piangere?



 

VITA DI CELLULOIDE 2



                                                                                        Ecco.



VITA DI CELLULOIDE.

Quando ero ragazza, mi piacevano i film d'amore.  Beh, non necessariamente quelli che parlavano SOLO d'amore, ma quelli che all'interno di una storia poliziesca, o horror, o d'avventura contemplavano due protagonisti, un uomo e una donna, che inevitabilmente, verso metà film, si scoprivano follemente innamorati.

Attendevo quel momento, il momento "del bacio" ancora di più di quanto volessi sapere come andava a finire la trama. E quando si arrivava al punto, mi si stringeva lo stomaco, sentivo le guance farsi rosse, e mi abbandonavo al sogno di quell'amore cinematografico, che naturalmente era contrastato, difficile (se non impossibile), ma nondimeno inevitabile, ineluttabile. INALTERABILE.

Speravo tanto che qualcosa del genere un giorno, sarebbe successa anche a me. Perchè allora, per la mia mente ancora infantile, "amore" era poco più che una bella parola, era una possibilità, era una romanticheria, solo una delle tante cose che potevano succederti nella vita.

Ad un certo punto, penso verso i 12-13 anni, invece, ho cambiato opinione. Ho capito che l'amore non è "una" cosa, ma "LA" cosa che ti capita nella vita. Ho guardato mio padre e mia madre che, voglio dire, non è che siano esattamente Leo di Caprio e Kate Winslet, e mi sono accorta che questa roba, questo vagheggiato "amore" permea tutta la vita delle persone. Non sono soltanto pochi istanti di passione su un transatlantico che affonda, è qualcosa di permanente, qualcosa che c'è, c'è continuamente.

Perchè semplicemente le persone vivono con coloro che amano. Ogni giorno. Ogni notte.

Questa rivelazione cambiò la mia percezione della vita. Sul serio. 
Volevo sempre diventare ricca e famosa, volevo ancora avere un lavoro importante e stupire tutti con il mio incommensuarbile talento (talento per cosa, dovevo ancora deciderlo), ma nel frattempo, attendevo trepidante di incontare finalmente l'Uomo Della Mia Vita.

Non attesi a lungo. Un fidanzatino adolescente, qualche storiella di una notte, e poi eccolo qui. Mr Right, direbbero gli americani. Avevo 19 anni, e per me fu come cominciare una avventura straordinaria.

Ovviamente, in quei film che mi bevevo con gli occhi, non c'era soltanto l'Amore-con-la-A-maiuscola. C'era anche tradimento, menzogna, infelicità, ricatto, dolore. Le cose non erano mai come sembravano.  Ma com'è, come non è, tutto questo non rientrava mai nell'idea che mi andavo costruendo della vita.

Nemmeno per un istante.