mercoledì 17 settembre 2008

CUORE VS INTELLETTO

Anni fa, diversi anni fa, con una amica discutevamo di cosa significasse "essere cresciuti" ed in particolare di quando, a che punto della vita e quali erano gli indicatori che senza ombra di dubbio dimostravano che lo eri. Avevamo l'età, all'epoca, per farci queste domande.


Lei sosteneva la tesi che uno può dirsi cresciuto quando comincia a comprendere le posizioni della propria madre. Tesi interessante ma incompleta, uno può non essere mai daccordo coi proprii genitori per inclinazioni o carattere ed essere ugualmente una persona matura, dicevo io. Discutevamo discutevamo ma non ne arrivavamo a capo.


Così, mi riservai la risposta fino al momento in cui essa mi sarebbe saltata in braccio facendomi cucu con la propria ovvietà. E quel momento è giunto.


E' stato in ufficio. Un collega, giovane capace e irruento, discuteva di "pratica commerciale" con ... beh, diciamo semplicemetne con un altro collega. Il giovane sosteneva le sue tesi con passione, parlando di ciò che "è giusto e non è giusto" da un punto di vista squisitamente etico. L'altro, (mio coetaneo peraltro) ribatteva pacatamente ragionando su ciò che è più "commercialmente sensato".


Cuore contro cervello, passione contro convenienza. Giustizia contro economia.


E io, con infinito e genuino stupore, mi sono trovata a guardare con occhi ammirati il mio giovane collega e a pensare "sembro io, 10 ann fa".


Perchè condividevo pienamente le sue tesi, le sposavo in toto, erano le mie tesi, le mie idee, il mio concetto di giusto o sbagliato... ma comprendevo anche il punto di vista meno genuino ma più "economically correct" di quell'altro.


Beh, mi sarei messa a piangere.


Devo dunque rassegnarmi alla mia età anagrafica? Devo rassegnarmi ad entrare nei negozi e a sentirmi chiamare "signora" senza girarmi a cercare mia madre? Devo rassegnarmi definitivamente al fatto che essere "maturi" significhi anche essere meno veri, meno giusti, meno corretti, in nome della convenienza, o del compromesso??


Mai! Mi sentite? MAI!


Rivendico il mio diritto alla passione e all'irruenza nonostante le 36 primavere abbondanti. Rivendico il diritto di non dare per scontato che "la via di mezzo è sempre la migliore". Rivendico la mia ragazzina interiore.


E così, con una operazione squisitamente adulta, sono addivenuta ad un compromesso. O per meglio dire, ad un accordo con me stessa. Concederò al mio intelletto di dimostrare tutti i suoi anni, sarò ragionevole e pacata, autorevole e calma, saggia e matura.


Ma il mio cuore, la mia anima e la mia pancia avranno sempre 20 anni.


E urleranno, urleranno e urleranno ogni volta che ce ne sarà bisogno.


A.

7 commenti:

  1. brava!!!!!Anch'io a quasi quarantuno anni sono rimasta,passionale ed istintiva,forse un pò più razionale...forse

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  2. Dall'alto delle mie 37 primavere (e tre quarti), confermo che i due spiriti possono coesistere e che nella mia pancia resto la quindicenne grassoccia e brufolosa di un tempo... forse più disillusa

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  3. bello leggere il blog di gente adulta
    ...
    ma certo,ancora sei giovane..

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  4. bel post. Anche a me e' capitato di riflettere sul passaggio giovinezza-maturita' (uno dei privilegi dell'essere attempati e' aver avuto tanto tempo per riflettere sulle cose...). Hai ragione sul fatto che e' la realta', da fuori e in maniera irruenta, che ti suona la campanella e ti dice ok, la tua giovinezza e' finita. E ti accorgi di non poter piu' vivere le esperienze con la stessa intensita' emotiva di un tempo, perche' di fatto le passioni sono molto simili a delle funzioni vitali che con il tempo finiscono per appannarsi (come la vista...).
    Il rischio, e' qui sono in disaccordo con te, e' di rifugiarsi nel luogo malfamato della giovinezza interiore. Sotto sotto, diciamolo, ci fanno un po' ribrezzo le persone di una certa eta' che dimostrano entusiasmi giovanili.
    Secondo me con la maturita' non finisce l'eta' dei piaceri, anzi si acquisisce il gusto per un nuovo tipo di piaceri, meno legati al corpo e alle passioni, piu' legati allo spirito e alla mente. Cosi' almeno capita a me, e sono troppo pentito per la giovinezza perduta.
    C'e' solo una cosa cui non si puo' rimediare nella maturita', la nausea che ci prende se abbiamo trascorso la nostra giovinezza SOLO nei piaceri e nelle passioni. Quindi nella giovinezza bisogna anche prepararsi a poter gustare le soddisfazioni della maturita'. Ma questo e' un problema educativo a cui, come mamma, potresti dedicare un altro post.
    Ciao

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  5. Scusa eh.. :D :D
    Ma il detto "giovani dentro", da conferma alla tua tesi di essere cresciuta! :D :D :D

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  6. non sono completamente daccordo, caro e assiduo anonimo. Anzi, direi che proprio questo è il punto, che non voglio rassegnarmi al vivere con meno passione a causa del passare del tempo. I sentimenti e le emozioni, grazie a dio, non sono organi fisici, è possibile tenerli in allenamento :-)

    Non è del piacere che parlo, ma della possibilità di sentire, provare, entusiasmarmi, gioire, soffrire, amare, con intensità immutata nonostante gli anni che passano.

    Spero di non fare ribrezzo a nessuno :-)

    A.

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  7. stavo per scrivere che spero di arrivarci anch'io.
    ma in fondo no. sto bene così ad urlare ancora anche con il cervello, invece che con la pancia. anche se un po' di maturità in più non guasterebbe. anche perchè le mie primavere son molto vicine alle tue...

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