martedì 20 novembre 2007

NESSUNA NOTTE E' INFINITA (?)

Ebbene, lo so che questo è un blog così, leggero, diciamo, per divertirsi e stare un po' in compagnia... ma la verità è che la scorsa settimana il terzo lutto consecutivo ha colpito la mia famiglia nel giro di due mesi.


Prima Gian, poi mia nonna, ora un uomo che chiamavo zio, pur non essendo parenti.


Quello che mi ha colpito di più è stata una frase di mio marito, la sera del funerale. Non c'entra niente a dire il vero che fosse la sera del funerale, ma era quella sera li. Stavamo in macchina, passavamo davanti ad un centro commerciale dove (e qui ci sarebbe un lungo capitolo da aprire...) già le enormi decorazioni natalizie illuminano la notte come il giorno. Io dico "accidenti, è già di nuovo Natale..." Lui guidando ha annuito molto seriamente e ha risposto "Già. Mi troverò d'improvviso stanco e malato in un letto e starò per morire"


Questa immagine mi perseguita. La vita che corre via e alla fine, una mattina ti svegli e senza nemmeno accorgerti che il tempo è volato, è l'ultimo giorno della tua vita.


Tremendo.


Credo che in quel momento, davvero e per la prima volta nella mia vita, io abbia capito cosa significa vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo. Ho fatto anche dei buoni propositi... molti buoni propositi alcuni dei quali ho già disatteso, ma che mi riprometto di recuperare in futuro.


E mi son messa a pensare. Cosa farei se sapessi che è l'ultimo giorno che mi è concesso? Come passerei questo giorno?


E voi? C'è qualcuno che lo sa?

domenica 11 novembre 2007

IL NUOVO LINGUAGGIO

Ric, 7 anni e Lo, 3 mesi, sono sdraiati sul letto girati sul fianco e si guardano intensamente negli occhi.


Ric emette dei suoni sconnessi (Ric, non Lo!) del tipo "eghegheghe, ghighighi gooooooooooo guuuuuuuuuuuuuuuuuuuu" mentre il Lo lo fissa estasiato spalancando gli occhi e la bocca e tentando di leccargli il naso.


Li guardo per un po' (abbastanza in estasi io stessa, devo ammettere) poi rompo l'incanto e parlo.


Io: ehi amore, che fai?


Ric (leggermente perplesso): gli parlo in piccolese, così capisce. Sono io che non so che cosa diavolo gli sto dicendo!!!!!!


Se continua così, tra una quindicina d'anni un bel 30 e lode a Teoria e Tecnica della Comunicazione Sociale non glie lo leva nessuno!!!

sabato 3 novembre 2007

HALLOWEEN

Ebbene, è noto che io non sia una donna che impara dalle proprie esperienze. Dopo il famoso e famigerato pigiama party si sarebbe detto che non ci sarei più ricascata e invece....


Circa un mesetto fa mio figlio grande viene da me e mi dice "mamma, ma quest'anno facciamo ancora la festa di Halloween?" (l'anno scorso avevamo invitato 6 suoi amici). Paventavo la domanda da giorni. Colta dunque non alla sprovvista, sulle prime cerco di tergiversare, sai, col bimbo piccolo, magari si spaventa, forse sarebbe meglio di no... ma lui mi guarda con sguardo implorante e si sa che le mamme non resistono a quello sguardo... così cedo, senza nemmeno combattere. "Va bene dai, oggi pomeriggio facciamo gli inviti col pc così poi puoi dirlo ai tuoi amici". Pausa di silenzio. Lieve imbarazzo. "Ehm, si, veramente io l'ho già detto praticamente a tutti......" Cominciamo bene.


Con circa tre settimane di anticipo sulla data fatidica, il ragazzo decide che è ora di fare le decorazioni. Mi ritrovo quindi con una disgustosa acromantula pelosa che penzola davanti alla porta d'igresso, un tremendo scheletro sul lampadario della sala, uno scheletro praticamente grande quanto un bambino di 7 anni in corridoio e varie zucche, fantasmini, maschere, orripilanti schifezze varie sparse per tutta casa


La sera della festa la mia casa viene invasa da 11 dico 11 ragazzini variamente abbigliati (vedi fotina) tutti con uno smisurato entusiasmo e dei polmoni perfettamente in salute. La procedura prevde che dopo l'arrivo del primo, tutti gli altri vengano accolti dagli ospiti già arrivati con urla, versi, e minacce di morti orrende direttamente sulla porta dell'ascensore. Quest'anno il grido di battaglia che ha risuonato, penso, fin in piazza del Duomo, era "Uruk-hai, Uruk-hai" che sul pianerottolo di casa rimbombava che era una meraviglia. Risultato: uno degli invitati, un cristone tutta la testa più alto di mio figlio (che non è piccolo) si è messo a piangere, e la sorellina di tre anni di una delle invitate ha vomitato sul mio divano per il terrore... povera!!!


Beh ad onor del vero, dopo questo inizio delirante il resto della festa si è svolta piuttosto bene. I bambini sono stati bravi, fermo restando che hanno gridato come pazzi per tutto il tempo, però non hanno litigato, non hanno rotto niente, non si sono accapigliati, io che già pensavo di doverne portare un paio al pronto soccorso, tanti quanti erano...................


Durante lo svolgimento del solito giro per "dolcetto-scherzetto", hanno dimostrato un notevole senso pratico disdegnando le case private e sciamando invece dentro bar e ristoranti, dove il bottino non è stato asolutamente scarso. Il tutto si è protratto fino attorno alle 23, poi grazie a dio tutti a casa... lasciando però sul mio tavolo imbandito una quantità di avanzi indecente tra tortine, pasticcini, frittelle, biscotti e chi più ne ha più e metta... per la gioia delle mie fluenti cosce.... transeat.


Dopodichè, ci apprestavamo a goderci i 4 giorni di meritata vacanza, ma ahimè io e il settenne abbiamo pensato bene di fare l'esorcista grazie a un cattivissssssimo e contagiosisssssimo virus, che palle, quindi abbiamo perso quelli che saranno probabilmente gli ultimi giorni di vero bel tempo per chissà quanto.  Ora attendo il marito al varco...

mercoledì 24 ottobre 2007

NINNA OH NINNA OH...

Ho scoperto con raccapriccio che il Lo appartiene a quella nutrita schiera di bimbi che quando hanno sonno..... piangono. Ma tanto. Con i singhiozzi e gli strilletti.


Nonso voi, ma io questi qua non li ho mica mai capiti!!!


Cioè, mettiamo che tu sia, che so, una guardia svizzera ; sei vestito come un rinascimentale con problemi mentali, sei in piedi da 6 ore davanti all'ingresso della cappella sistina, è gennaio, nevica, e tira una Bora che manco a Trieste e hai davanti a te altre 6 ore di guardia. Ecco in questo caso, capisco che l'insorgere di una insistente sonnolenza possa provocare un certo qual giustificato magone.


Ma il Lo e i suoi degni compari? Nutriti, puliti, caldi, asciutti e vivaddio sdraiati???


Dormire, invece di piangere?? Mah!

domenica 21 ottobre 2007

VIVA LE TETTE

E' successo due giorni fa.


Improvvisamete mio figlio Lo, due mesi e mezzo di età per 5 kg di peso, ha deciso che OK, era ora di provare un po' com'è 'sta storia di succhiare direttamente dalle tette, che ne parlano tutti e ne dicono meraviglie.


Siccome era un po' inesperto, povero, ha passato mezza mattina a ciucciare da una tetta vuota (avevo appena usato il tiralatte!), ma tant'è sembrava talmente entusiasta che non ho avuto cuore di disilluderlo e l'ho lasciato fare. Anche perchè, diciamolo, lo shock mi ha quasi uccisa e mi ci son volute due ore per ripigliarmi.


Una volta riacquistata la lucidità decido la strategia.... e invece di svuotare l'altra tetta con la famigerata mungitrice elettrica, attendo la mia giovane preda al varco del prossimo pasto, al grido di "mo' vedrai come ti sistemo" nella speranza che una giusta fame lo avrebbe indotto a tentare nuovamente la testè sperimentata via. Ed in effetti così è stato.... anche se ad onor del vero, ci abbiamo messo un ora buona di tentativi, spostamenti, cambiamenti di posizione, lacrime e sangue. Ma mi son detta che era come se fosse appena nato, visto che ne io ne lui abbiamo mai avuto esperienza di allattamento diretto, e quindi la necessità di un qualche aggiustamento di tiro era anche normale.


Questo, venerdì scorso.


Dopo di che, niente. Non c'è stato più verso manco a morire. La tetta evidentemente non ha soddisfatto in pieno tutte le sue aspettative - e per inciso vi faccio notare che le mie tette sono fantastiche e non deludono mai nessuno, quindi le aspettative suddette devono essere state assolutamente inverosimili - e la pratica, lungi dal rendere perfetti in questo caso, è stata immediatamente sospesa.


"Camevieve, vimandi subito allo chef questa voba votonda movbida e che sa di latte e mi povti immediatamente il mio solito silicone, natuvalmente innaffiato abbondantemente da un ottimo disinfettante, annata 2007. Si sbvighi cavo, non posso attendeve tutto il giovno".


Mah, sono le gioie della maternità, che posso aggiungere? Come quando, che so, ti trovi a passare per sbaglio in cameretta proprio quando tuo figlio decide di gonfiare uno zeppelin con la sola forza dei suoi gas intestinali. O quando scopre che il pistolino è mobile e facendo pipì decide che sia giunta l'ora di affrescare le pareti del bagno al di sopra della linea delle piastrelle. Altro che Michelangelo.

martedì 16 ottobre 2007

ESTATE

Cammino spedita nel sole del mezzodì


E' luglio, c'è poca gente in giro a quest'ora, fa caldo.


Ho lasciato i miei amici, un po' in anticipo rispetto agli altri come al solito, ma non importa, sto bene, sono felice. E' vacanza.


Percorro il vialetto che si snoda in mezzo alle case


E sento.... sento lo sciabordio leggero dell'acqua che scorre nel lavandino di pietra... sento rumore di posate contro le padelle, sento lo sfrigolio del soffritto per il sugo.... sento il segnale orario della radio, è mezzogiorno.


So che tra 20 secondi un viso familiare si affaccerà dalla finestra della cucina al primo piano un po' accigliata (ecco è in ritardo!), ma io saluterò con la mano (ah-ah credevi che fossi in ritardo eh)  prima di infilarmi nel portone e salire le scale.


Sono a casa.

venerdì 12 ottobre 2007

FRA MARTINOOOOO....

... campanarooooo


dormi tuuuuu


dormi tuuuu



A quanto pare questa sembra essere la canzoncina magica di mio figlio Lorenzo, il quale si abbiocca a a razzo non appena la sente, il che è un bel vantaggio.


Beh, ciao a tutti di nuovo, un altra lunga pausa, un altro momento di riflessione.  L'autunno è fatto apposta. Questa volta a dire il vero c'è stato ben poco da riflettere, la morte di mia nonna ha occupato i miei pensieri ultimamente, e benchè sia un argomento estremamente poco piacevole e - come posso dire - impostomi dalle circostanze, è pur vero che riflettere è un termine inadeguato. Diciamo che si prende atto, ce ne si fa una ragione. Non che ci sia scelta.


E così, come si dice, la vita continua... e la mia è fatta al momento più che altro di cacchette e vomitini.


Una meraviglia :-)


La giornata tipo:


ore 7.00: sveglia e colazione al mignolino


ore 8.00: spedizione degli uomini fuori dai piedi, uno al lavoro e uno a scuola


ore 8.30: operazione mucca (significa che tiro il latte)


poi: breve rassettamento della casa e uscita per spesa o giretto o shopping (pooooco shopping, sono grassisima!)


ore 11.00: pappa al pargolo


ore 13.00 pappa alla mamma


ore 15.30 altra pappa l pargolo, in mezzo tra le 13 e le 15 ci scappa un pisolino


ore 16.20: recupero settenne


ore 17.00 Judo, scuola di circo o cortile a seconda dei giorni


ore 18.00 recupero del settenne (ovviamente col mignolino al seguito)


ore 20.00 cena di tutti, adulti, bambini e neonati, comodissimo!!!!!!!


ore 21.00: nanna settenne e altra operazione mucca


ore 21.30-24: visione film con pargolino gestito dal babbo (il che significa che nornalmente alle 21.40 circa dormo come un ghiro)


ore 24: ultima pappa bimbolino


Il tutto inframmezzato da patelli e bagnetti, crisi isteriche varie, (del pargolo, non mie, io ancora resisto...) urli e fortunatamente un sacco di bei sorrisoni. Il ragazzo qui è un po' un principesso sul pisello.... non puoi spostargli il palinsesto di una virgola che subito se la prende a male.... un caratterino notevole, io che faccio già fatica con quell'altro... tempi duri mi attendono!


La verità è che sono uno spirito inquieto. sono qui, e vorrei fare altro, badare alla carriera. quando sono in ufficio vorrei con tutto il cuore essere a casa a occuparmi dei miei figli... se decido di stare una mattina a letto a leggere, dopo mi incazzo perchè avrei potuto fare una torta o un bel ragù, ma se faccio il ragù poi rimpiango il mio libro... se esco mi dico che non ho dove andare e passeggiare tanto per fare non mi piace, ma se sto a casa poi mi sembra di buttar via la giornata....  insomma non sono mai contenta, come dice mio marito!!


c'è da dire che le giornate non è che siano esattamente straricche di avvenimenti eclatanti... se togliamo le splendide soddisfazioni che il mio figlio grande mi da a scuola.... tipo portare a casa insufficienti e ottimi senza soluzione di continuità, come se fosse normale..... mah. devo essermi persa qualcosa.


In tutto questo il Lo è piuttosto bravino, dorme abbastanza bene e la notte rompicchia, si, ma tollerabilmente. La stagione quest'anno sembra voler restare decente a lungo, e quindi nulla ho da lamentarmi.


E infatti non mi lamento. Se solo la nonna fosse qui.