Leggo e sento le polemiche di questi giorni circa il fatto che alcune scuole hanno rimosso i simboli natalizi o soppresso le recite o che altro per rispetto ai bambini di altre religioni.
Sento perosne che si indignano e si infervorano, prechè si sentono "derubati" delle loro tradizioni, e la prima cosa che mi viene da dire è che queste sono le persone che si ricordano delle tradizioni solo quando c'è di mezzo il cappone e che non mettono un piede in chiesa durante l'anno manco a morire.
Non tutti, sia chiaro.
Ma molti.
Dopodichè, mi sembra anche (e sono consapevole di essere polemica) che le tradizioni derubate qui si liitino all'alberello, i canti, i regali e quant'altro, senza un minimo di interesse per il vero significato del natale, ossia mistero della natività. In altre parole, non sono religiosi, ma semplicemente tradizionalisti.
Di nuovo, non tutti.
Ma molti.
Perchè è mia opinione di non-cristiana che il cristianesimo insegni la tolleranza, la misericordia e la carità, e non il contrario.
Si dice che siamo in un pase cattolico, che le radici sono cattoliche, che i crocifissi fanno parte della nostra cultura, ma nemmeno questo è vero. L'italia non è un paese cattolico, ma uno stato aconfessionale. La nostra cultura è "anche" cristiana, ma non tutta. E le radici sono pagane, non cristiane.
Quand'anche queste persone fossero nel giusto e corretta fosse la posizione di coloro che sostengono che qui siamo in Italia e se gli stranieri si sentono a disagio pace, dopotutto sono loro che sono venuti in casa nostra, considerazione bisognerebbe avere a parer mio per il fatto che non stiamo parlando di adulti ma di bambini, che come tali vanno tutelati e non buttati nel mezzo di una disputa che non appartiene loro.
Non concordo con l'abolizione delle recite natalizie, ma se qualche maestra ha giudicato di proteggere in tal modo i suoi alunni, probabilmente avrà avuto le sue ragioni. Sono bambini.
Dette queste poche parole polemiche.... :-) passo a esprimere il mio pensiero in argomento (so che tutti fremete sulla seggiola per l'impazienza di conoscerlo.....ahah)
Mio figlio fa la prima elementare, nella sua classe ci sono 6 bambini stranieri. Qualcuno (incluse le maestre GRRR) dice che gli stranieri rallentano il processo di apprendimento della classe perchè fanno più fatica (dopotutto per loro l'italiano è una lingua straniera), ma io sono contenta invece che ci sia una presenza "extracomunitaria" in classe. I bambini si conoscono, si confrontano, imparano a convivere. La considero una opportunità, non un ostacolo. Se leggeranno a febbraio invece che a gennaio, e che sarà mai! Diciamo che dipende da cosa vogliamo considerare più importante.
Più che togleire i crocefissi, io nelle scuole metterei anche tutti i simboli delle religioni dei bimbi stranieri. Questa sarebbe una grande occasione per permettere ai piccoli di conoscere l'"altro da se" e apprezzarlo invece di temerlo, prima che la piaga dell'intolleranza colpisca anche i nostri figli come ha colpito noi e i nostri genitori (in senso lato, naturalmente). Vedrei bene una parete con crocefisso, stella di David, Mezzaluna islamica e quant'altro, e vedrei bene le maestre spiegare al cadere delle principali festività di ogni religione il significato, le tradizioni, e le motivazioni legate ad ognuna.
Credo che l'intolleranza e il razzismo si combattano solo così, cominciando dai bambini, che cresceranno senza inutli orpelli di sospetto per la testa e potranno, forse, un domani, davvero costruire una società migliore.


