lunedì 23 ottobre 2006

VECCHIAIA


 


Lui, 6 anni:  mamma, ma perchè la nonna A. dice sempre che non riesce più a fare niente?


Io: è anziana amore (ha 90 anni, ndr), spesso le persone anziane si preoccupano un po' troppo.


Lui: ma perchè???


Io: in realtà, a volte le persone anziane sono solo tristi di essere anziane e di non poter più vivere come facevano una volta 


Lui: ma perchè mamma? Non lo sa la nonna A. che la Vecchiezza è il segno della Saggezza?



 



Anche la giovane età alle volte non scherza un accidente.



A.

venerdì 20 ottobre 2006

EBBENE... CE L'HO FATTA!!


 


 

VESTITINO NUOVO

Ho cambiato il vestitino al Blog.


Mi fate tutti quanti un mare di invidia, voi che leggete, perchè siete bravissimi a personalizzare i vostri blog... io mi accontento dei template preimpostati....


prima o poi riuscirò almeno a capire come diavolo si pubblicano le fotografie....


:-)


A.

Benedetto DecimoSesto

Ieri il Papa ha dettato le linee guida della Chiesa per i prossimi 10 anni.


Ha detto che la Chiesa non fa politica (e ammetto che qui ho avuto 2 decimi di secondo di ammirazione per lui), ma che deve comunque salvaguardarsi da:


1. scelte politiche e legislative che contraddicono fondamentali valori, in particolare ruguardo alla tutela della vita umana e alla protezione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell'ordinamento pubblico altre forme di unione


2. forme di amore debole e deviato


Volevo commentare queste dichiaraizioni, ma francamente ora che le riporto (testualmente) mi pare che si commentino da se'. Io parole non ne ho più.


Spero solo che tutti - non solo gli omosessuali (deboli e deviati, poveretti loro...) - abbiano un definitivo e assordante moto di indignazione davanti a tanta studiata ipocrisia.


A.

GUARIGIONE

"Le prime volte è successo senza che neanche me ne rendessi conto. Uno sguardo, una parola, possono curare, lo sanno tutti, non sono certo il primo guaritore che opera in terra di Palestina (...) E' necessario prendere tempo, concentrare le proprie energie e dedicarsi completamente a colui che soffre. A volte bisogna persino essere capaci di assorbire la sua sofferenza. Chiunque può farlo e anche io mi sono messo d'impegno. Si, ho toccato le piaghe, ho sostenuto sguardi di sofferenza e ho anche fatto nottate al capezzale degli ammalati. Mi sedevo accanto agli infermi, a diretto contatto con loro, e cercavo di trasfondere un po' di quella forza che sentivo circolare dentro di me; parlavo con loro, cercavo di trovare una via d'uscita alla loro sofferenza e li impegnavo a pregare, a scoprire un pezzo d'amore dentro loro stessi. Chi ci riusciva stava meglio. Gli altri, no. (...) Io non ho alcun potere, salvo quello di aiutare ad aprire la porta che, in fondo ad ognuno di noi, conduce a Dio."

Da "Il vangelo secondo Pilato" di Eric-Emmanuel Schmitt

Questo breve passo mi ha commosso.
Seduto accanto ai malati, trasfondendo coraggio e guarigione con la forza delle parole e del tocco....

Non è questo che noi, tutte noi madri del mondo, facciamo fin dall'inizio dei tempi?

mercoledì 18 ottobre 2006

VALORE AGGIUNTO.

Eh, si fa presto a parlare di valore aggiunto.


Cazzarola.


Oggi sono proprio... non so nemmeno io come sono. Arrabbiata, sconsolata. Un mix dei due.


Svolgo il mio lavoro con perizia e con amore - si con amore perchè mi piace e mi diverte, e ci credo - ma mi rendo vieppiù conto che il MIO concetto di come deve essere fatto è incompatibile con il SUO.


E per  "suo" intendo quello del mio diretto superiore, che è poi il direttore generale della società. Oh yeah.


Vivo questa realtà ormai da molto tempo. Sono mondi incompatibili: io parlo di persone, lui risponde con numeri. Il mio gruppo - il gruppo di cui sono responsabile - è composto da 20 persone; per me sono individui in carne ed ossa (bella parola, individui. Da il senso dell'unicità), con nome e cognome, con una storia, una vita privata, gioie e dolori. Due sono fidanzati tra loro, stanno comprando casa. Una ha 3 figli e un marito con cui quasi non parla. Uno è omosessuale, e non vuole ammetterlo. Due hanno una tresca clandestina, e fanno finta di niente. Una sta per sposarsi, una è innamorata di uno che non la vuole, un'altra sta cercando casa e amore tutto in un colpo solo. Uno è talmente giovane da faticare ancora coi congiuntivi (....). E così via.


Io sono il loro capo, e va bene. Però se hanno un problema li ascolto, se hanno una necessità cerco di venir loro incontro, valuto le situazioni caso per caso prima di decidere una linea di azione anche davanti ad un errore. Tengo conto dei carichi di lavoro, tengo conto della disponibilità di ognuno, cerco di incoraggiarli ed incentivarli.


Invece sembra che le persone non siano persone, ma pezzi di quello che fanno. Quante ore di servizio, quanti euro di fatturato, quanti euro di errori, e così via. Uno non è un individuo, ma 40 ore settimanali o 150 mila euro di fatturato. Si ragiona per tabelle. Si risponde alla gente con un grafico.


Io non ne posso più. Non ne posso davvero più. Non è vita questa. Non è il modo di lavorare.


Periodicamente mi dico "che si fotta" e smetto di mettermi problemi per tutti gli altri. Ma dura poco, non ce l'ho nel dna. E così ricomincia la giostra, una parola di troppo, una stretta allo stomaco. Una notte passata a pensare, un'alba ancora senza soluzioni.


Finchè succede qualcosa.


Ieri.


Ho ascoltato uno dei "ragazzi" che sembra particolarmente demotivato.


Gli ho offerto una soluzione.


Lui l'ha rifiutata.


Proprio così, mi ha risposto "no grazie, io passo".


Come dire, non mi interessa. Tu mi hai incoraggiato e io me ne frego.


Ci sono rimasta male fino alle lacrime. Non mi era mai successo di piangere in ufficio. Ma ieri proprio è stata una stilettata. Perchè ho pensato, se anche loro mi tradiscono, allora forse sono davvero io quella fuori posto. Forse bisogna veramente ragionare a compartimenti stagni, tenere il naso turato x 8 ore al giorno, tornare a casa e cominciare a vivere solo allora.


Così sono diventata "lui".


Ho risposto al disagio della mia persona con i numeri.


Glieli ho spiattellati davanti uno a uno, gli ho fatto vedere che il suo disagio non è "supportato dalla statistica". Ebbene, mi ha risposto hai ragione.


Avrei preferito un bel "vaffanculo, io sono un uomo e non una statistica".


Invece evidentemente, sono io che lo vedo come tale. Lui E' di fatto una statistica. E con lui tutti gli altri 19.


Mio dio che tristezza.


Che grande enorme incommensurabile tristezza.

lunedì 25 settembre 2006

REPORT SPECIAL

Ho seguito la puntata di ieri sera di Report Special, su RaiTre.
Di solito non lo faccio perchè mi incazzo troppo, tuttavia l'argomento era l'attentato al WTC del 11 settembre, pertanto mi è parso doveroso ascoltare. E' vero, si tratta di un programma di "giornalismo investigativo" che va a sfruculiare nel torbido a volte persino più del dovuto, ma ragazzi... ieri sera mi si sono rizzati i capelli sulla testa.

L'ipotesi velatamente (ma mica tanto) presentata è che il governo degli stati uniti fosse come minimo tacitamente assertivo - se non attivamente coinvolto - negli attacchi aerei. Sulla base di alcune risultanze che qui vi espongo con necessaria brevità.

1. La versione ufficiale è che le torri gemelle siano crollate sotto il peso degli aerei improvvisamente piombati loro addosso e degli incendi in seguito sviluppati. ma dall'analisi dei crolli fatte tramite le innumerevoli sequenze filmate disponibili sembra che le torri siano state minate, e siano crollate alla maniera in cui cadono i palazzi che vengono volontariamente abbattuti. Lo stesso dicasi per l'edificio no. 7 tel WTC, crollato anch'esso al medesimo modo, senza che alcun aereo vi si abbattesse sopra.

Se il WTC è stato davvero minato, si apre la questione di chi lo abbia fatto, e quando. E in quanto tempo. E se i controlli di sicurezza non abbiano funzionato (gravissimo) oppure se proprio non ci siano intenzionalmente stati (ancor più grave)

2. esistono procedure che prevedono, in caso di un aereo che esca dalla sua rotta senza rispondere ai richiami della torre di controllo, che tale aereo venga intercettato da caccia militari allertati dal controllo aereo. Questo ha funzionato, ad esempio, nel 1999 nel caso di un piccolo velivolo schiantatosi lontano dalla sua rotta - un caso famoso perchè vi ha trovato la morte un famoso golfista. in qualcosa come 21 minuti dall'uscita di rotta, 2 F16 si sono affiancate all'aereo che sarebbe poi precipitato. L'11 settembre invece, pare che TUTTI gli apparecchi militari eccezion fatta per 8 - dico 8 di numero in tutti gli stati uniti - aerei fossero impegnati in esercitazioni e simulazioni anche fuori dal territorio americano; inoltre le comunicazioni erano rese difficili dal fatto che non si capiva - a quanto dicono gli interessati - se le informazioni che passavano fossero relative alle esercitazioni oppure fossero reali. Insomma il caos totale, e gli aerei non sono stati intercettati per tempo.

3. A quanto pare non ci sono resti, residui ne fotografie o filmati relativi all'aereo caduto sul pentagono. Volatilizzato. Il foro d'entrata dell'aereo nell'edificio a quanto pare ha un diametro di circa la metà di quello dell'aereo che l'avrebbe colpito.

4. nel 2000 (o nel 1999 non ricordo) sembra ci fosse un'intenzione della presidenza circa un'operazione bellica in Iraq, a scopi forse economici (vi ricordo gli ineteressi petroliferi della famiglia Bush), ma un sondaggio condotto tra gli americani (sarebbe meglio dire tra gli elettori) mostrò che oltre la metà della gente intervistata era contraria all'impiego delle armi nuovamente nel golfo persico. Pare esista un rapporto alla casa bianca che dice che per portare la gente a cambiare idea sarebbe stato necessario "un evento catalizzatore tipo Pearl Harbour". un anno dopo, ecco l'evento.

5. a seguito del crollo del WTC sono stati liberati nell'atmosfera newyorkese tonnellate di residui e pulviscoli, alcuni anche tossici (diossine, metalli pesanti di vario genere tra cui piombo, amianto ecc...). Due giorni dopo, dicesi due giorni dopo l'evento, la commissione per l'ambiente da il via libera a tutti di rientrare nelle proprie case, testimoniando che l'aria è OK. La verità sembra invece che ci fossero concentrazioni di sostanze tossiche tra le 600 e le 1300 volte superiori al consentito, ma che questo sia stato non solo taciuto, ma nascosto al fine di riaprire Wall Street. Oggi, oltre metà delle persone abitanti nell'aerea e dei volontari/pompieri/chivoletevoi che hanno lavorato a Ground Zero soffrono di malattie respiratorie.

Ora io francamente non so se tutto questo sia vero. Non ne ho idea.
Quello che penso è che se anche solo la metà di questo corrisponde a verità, allora forse nel caso del terrorismo di matrice islamica non ci sono i buoni e i cattivi, ma i cattivi e quelli ancora più cattivi, e che francamente da qualunque parte dell'oceano stiano, siamo ben ben mella merda tutti quanti.

parere personale.

A.