Magnifico attore, e splendido Uomo.
Magnifico attore, e splendido Uomo.
Londra, anni 50.
Rosemary è una ricca ereditiera che ha ricevuto una fortuna da un non meglio specificato Zio. Ha sposato un ricco nobiluomo, George. Rosemary tra i suoi pregi non ha quello della fedeltà coniugale. Intreccia infatti diverse relazioni, tra cui una col giovane sedicente maestro di ballo Anthony (dalla vita misteriosa) e una con l'uomo politico Stephen, marito di Lady Sandra, donna potente che ha creato la carriera del marito grazie alle sue influenze (suo padre è consigliere della Regina). Nella villa con George e Rosemary vivono Iris, sorella ventenne di Rosemary, e Lucille, zia di entrambe, la quale è afflitta da un figlio, Victor, perennemente nei guai e alla ricerca di soldi. Soldi che il generoso George elargisce senza batter ciglio grazie all'intermediazione di Ruth, la sua segretaria privata (nonchè spasimante respinta).
Approssimandosi la data del compleanno di Rosemary, il marito le organizza una festa in un ristorante italiano, una cena con pochi intimi. Poco prima della cena, Rose si ammala di influenza, la dottoressa che la visita le raccomanda di curarsi e di riposare perchè è una forma piuttosto grave che può portare anche a seri casi di depressione. Forse non a caso, infatti, Rose inizia a sentirsi perseguitata e fa anche testamento. Precauzione inutile, dato che conunque per volontà dello Zio se lei dovesse morire, tutto il patrimonio passerebbe alla sorella Iris.
Arriva la sera della cena. I presenti sono: Rosemary, George, Iris, Anthony (che ha rimandato una misterioso viaggio di lavoro per partecipare), Stephen e Lady Sandra (che ha saputo della relazione tra Stephen e Rosemary ma sembra intenzionata a perdonare la sbandata del marito) e Ruth, la segretaria nonchè organizzatrice della serata.
Alla fine della cena, Rosemary viene trovata riversa sul tavolo, stecchita.
Fatti i primi rilievi, viene trovata una confezione di cianuro nella sua borsetta, la dottoressa conferma che Rosemary era stata male ed era depressa, e il caso viene frettolosamente chiuso come suicidio. Iris eredita il patrimonio, di cui entrerà in possesso al compimento dei 21 anni o prima, in caso si sposasse.
Passa un anno. Un giorno improvvisamente Anthony si ripresenta alla villa di Sir George. Chiede di vedere Iris, e inaspettatamente si dichiara perdutamente innamorato di lei, le chiede di dargli fiducia e di sposarlo in segreto. Iris temporeggia, ma poi informa di questo fatto la zia Lucille, la quale ne parla con George.
Nel frattempo George ha cominciato a ricevere strane lettere anonime nelle quali si dice che Rosemary non si è suicidata, ma che si tratta di delitto. Per arrivare a scoprire la verità, George decide di organizzare una nuova cena, identica in tutto e per tutto a quella durante la quale è morta la moglie, e incarica nuovamente Ruth dell'organizzazione. Ruth, peraltro, ha anche il compito di dare nuovamente soldi a Victor, il figlio di Lucilla, con il quale è in contatto e che continua a batter cassa.
La cena viene organizzata, ci sono presenti tutti i vecchi invitati e al tavolo è apparecchiato un posto vuoto.
Alla fine della cena, George viene trovato riverso stecchito come Rosemary.
L'ispettore di Scotland Yard stavolta fa le cose per benino e ascolta le seguenti testimonianze.
1) Meredith Blake e suo marito, una coppia di clienti del ristorante seduti alle spalle di Iris. + Pedro e Patricia, una coppia di clienti seduti alle spalle di Anthony. Nessuno ha visto nulla di anomalo, soprattutto questi ultimi, conosciutisi solo una settimana prima, erano troppo presi nel fare i fidanzatini per rendersi conto di quanto accadeva attorno a loro.
2) tutti i presenti alla cena testimoniano che l'atmosfera era molto tesa. Le donne sono andata in bagno insieme prima di sedersi al tavolo, poi Iris ha proposto di andare tutti nella pista da ballo, per alleggerire la tensione. In quell'occasione, una borsetta viene fatta cadere per sbaglio dal tavolo e Mario, il cameriere, la raccoglie e la riemette sul tavolo.
3) una attrice testimonia di essere stata ingaggiata da George per sostenere il ruolo di Rosemary alla cena, ma che qualcuno con voce contraffatta l'aveva chiamata un'ora prima della cena per disdire.
4) una ex cameriera di Rosemary che lavorava per lei prima della sua morte, testimonia di aver assistito tempo prima ad un alterco tra Anthony e Rosemary, in cui lei sosteneva di aver scoperto che Anthony non era il suo vero nome e lui le diceva di non occuparsi di questi affari, che era pericoloso e che poteva costarle la vita.
Inoltre, Iris confessa ad Anthony di aver trovato nella sua borsa la sera della cena una confezione di cianuro come quella rinvenuta nella borsa di Rosemary, di essersi spaventata e di averla buttata sotto il tavolo senza farsi vedere.
Ruth testimonia all'ispettore di aver assistito a questa scena.
CHI HA UCCISO ROSEMARY? CHI HA UCCISO GEORGE? QUALE E' IL MOVENTE?
A voi.
Ecco fatto, il giorno è giunto.
Bella li.
Stamattina ho abbandonato (con immotivato quanto impensabile dispiacere) la mia vecchia scrivania nel mio vecchio ufficio brutto, sporco, rumoroso e disordinato per trasferirmi solo un paio di corridoi più in la, in un ufficetto poco affollato, silenzioso, luminoso e con pure una pianta (oltre al cavolo che ho sulla mia scrivania!!)
Beh, di che ti lamenti, direte voi?
Non so nemmeno io. E' come un nuovo inizio, cosa della quale non posso che essere soddisfatta; mi consente inoltre di non avere più a che fare con le infinite-teste-di-cazzo che nell'altro ufficio prosperano, godono, spadroneggiano e spargono il proprio odore in ogni angolo. Però sotto sotto sono dispiaciuta, perchè ci sono stata 7 anni, tra alti e bassi, tra incazzature e soddisfazioni (molte di quelle e poche di queste), malata, sana, felice, infelice... come si dice, nel bene e nel male.
Un po' di malinconia inevitabilmente mi resta appiccicata addosso, vai a capire perchè.
Naturalmente ora come ogni buon capitano di lungo corso, guardo avanti. Ho un nuovo lavoro, un gruppettino da gestire e da far crescere (sperabilmente), un budget, degli obiettivi... che detto così sembra pure una roba seria.
E invece non lo è, perchè stamattina quando sono arrivata le cose non erano pronte, il pc era ancora sfatto, le persone coinvolte non erano state avvisate, niente era chiaro ne definito.
Big Boss ha sfoderato il solito sorriso ebete (e qui solo chi lo conosce può comprendere) ha fatto finta di fare lo gnorri, ha parlato un quarto d'ora per non dire niente e tanto, alla fine, c'ha sempre ragione lui e non c'è niente da fare per fargli capire che sarebbe meglio se non proprio che si disintossicasse, quanto meno che cambiasse pusher.
Ma che devo dirvi? Così è la vita. E' autunno.
Ahi ahi
sento le avvisaglie.
Oh, a essere onesta ormai siamo oltre le avvisaglie.
Un bel po' oltre.
L'ultima volta, ho combinato un casino.
Questa volta, cosa succederà?
Anni fa, diversi anni fa, con una amica discutevamo di cosa significasse "essere cresciuti" ed in particolare di quando, a che punto della vita e quali erano gli indicatori che senza ombra di dubbio dimostravano che lo eri. Avevamo l'età, all'epoca, per farci queste domande.
Lei sosteneva la tesi che uno può dirsi cresciuto quando comincia a comprendere le posizioni della propria madre. Tesi interessante ma incompleta, uno può non essere mai daccordo coi proprii genitori per inclinazioni o carattere ed essere ugualmente una persona matura, dicevo io. Discutevamo discutevamo ma non ne arrivavamo a capo.
Così, mi riservai la risposta fino al momento in cui essa mi sarebbe saltata in braccio facendomi cucu con la propria ovvietà. E quel momento è giunto.
E' stato in ufficio. Un collega, giovane capace e irruento, discuteva di "pratica commerciale" con ... beh, diciamo semplicemetne con un altro collega. Il giovane sosteneva le sue tesi con passione, parlando di ciò che "è giusto e non è giusto" da un punto di vista squisitamente etico. L'altro, (mio coetaneo peraltro) ribatteva pacatamente ragionando su ciò che è più "commercialmente sensato".
Cuore contro cervello, passione contro convenienza. Giustizia contro economia.
E io, con infinito e genuino stupore, mi sono trovata a guardare con occhi ammirati il mio giovane collega e a pensare "sembro io, 10 ann fa".
Perchè condividevo pienamente le sue tesi, le sposavo in toto, erano le mie tesi, le mie idee, il mio concetto di giusto o sbagliato... ma comprendevo anche il punto di vista meno genuino ma più "economically correct" di quell'altro.
Beh, mi sarei messa a piangere.
Devo dunque rassegnarmi alla mia età anagrafica? Devo rassegnarmi ad entrare nei negozi e a sentirmi chiamare "signora" senza girarmi a cercare mia madre? Devo rassegnarmi definitivamente al fatto che essere "maturi" significhi anche essere meno veri, meno giusti, meno corretti, in nome della convenienza, o del compromesso??
Mai! Mi sentite? MAI!
Rivendico il mio diritto alla passione e all'irruenza nonostante le 36 primavere abbondanti. Rivendico il diritto di non dare per scontato che "la via di mezzo è sempre la migliore". Rivendico la mia ragazzina interiore.
E così, con una operazione squisitamente adulta, sono addivenuta ad un compromesso. O per meglio dire, ad un accordo con me stessa. Concederò al mio intelletto di dimostrare tutti i suoi anni, sarò ragionevole e pacata, autorevole e calma, saggia e matura.
Ma il mio cuore, la mia anima e la mia pancia avranno sempre 20 anni.
E urleranno, urleranno e urleranno ogni volta che ce ne sarà bisogno.
A.