domenica 17 febbraio 2008

MISSIONE DI PACE

Ora, io dirò una cosa piuttosto impopolare, mi sa.


Da alcuni giorni tutti i media ci raccontano la storia e ci mostrano le testimonianze che riguardano il soldato italiano che ha recentememte perso la vita durante una missione di pace. Un uomo che aveva dedicato, a quanto pare, la vita a questo mestiere e che era già sopravvissuto una volta, alla strage di Nassirya.


Ho il massimo rispetto per la vita stroncata di quest'uomo e anche per il suo valore e per il suo coraggio, e il suo sacrificio, naturalmnte.


Però penso che quando si ha una famiglia, le missioni di pace debbano passare in secondo piano. Quando si sceglie di sposarsi e di mettere al mondo dei figli, dei figli che aspetteranno sempre il ritorno del proprio padre (qualunque sia la loro età), allora le priorità debbano cambiare.


Non è che la vita del soldato e del marito/padre siano incompatibili, ma la prima linea dovrebbe lasciare il posto ad incarichi che non mettano a repentaglio la vita non solo di chi fisicamente rischia di lasciarcela ma anche di coloro che potrebbero trovarsi a fare i conti con una incompletezza e con un vuoto che difficilmente possono essere colmati. O altrimenti, qualora la vocazione (perchè di questo si tratta) sia insopprimibile, forse si dovrebbe considerare la possibilità di una vita solitaria.


Lo so, sembra una cosa orrenda da dirsi.


Però mi sono chiesta: se io avessi poniamo 10 anni e mio padre morisse in Iraq, come potrei fare a spiegare a me stessa che lui è morto per aiutare bambini sconosciuti mentre non ha avuto il tempo o la voglia di stare a casa ad aiutare me?

mercoledì 13 febbraio 2008

V FOR VENDICTA

Avete fatto caso che quando un uomo è aggressivo viene definito "volitivo" o "passionale" mentre quanto lo è una donna la si manda dallo psichiatra per imparare a gestire la rabbia?


Beh io oggi non ho voglia di psichiatri.


No no.


No way.


Oggi ho voglia di vendetta. Oh si. Vendetta tremenda vendetta. Quello a cui stavo pensando non è nulla di troppo elaborato,  di sanguinolento o particolarmente trucido (sebbene l'immagine di una sega elettrica in funzione abbia attraversato fulminea la mia mente).


Basta poco.


Basta essere felici. Per talune persone, l'altrui felicità è la peggior cattiveria, è il deterrente peggiore, l'offesa ultima, l'umiliazione maxima. Menti ristrette e vite tristi talmente disabituate alla gioia da non riuscire a sopportare neppure di vederla in cartolina. Immaginarsi nella vita di qualcun altro. Anime ripiegate a tal punto da non riuscire più a distendere le proprie braccia verso il cielo, menti brillanti inguaribilmente bacate, rovinate, tarlate. Piene di buchi e insetti viscidi e schifosi.


Se me lo aveste chiesto qualche anno fa, avrei detto che queste persone sono da compatire, che quando calpestano con stivaloni da cow boy e speroni le vostre buone intenzione e i gentili semtimenti, non lo fanno apposta, poveri piccoli bambini maltrattati dalla sorte, loro proprio non lo fanno apposta. Quasi nemmeno se ne accorgono, piccini. Bene si farebbe a considerare la patetica tristezza della loro vita, e perdonarle, animucce sfortunate, perchè dopotutto fanno del loro meglio con le miserande carte messe loro in mano dal fato.


Ma oggi no, oggi non ho voglia di psichiatri ne di analisti. Il tempo delle mele (di Biancaneve) è definitivamente passato per me. Oggi ho voglia di vendetta.


Francamente, mi basta poco. Non devo nemmeno sforzarmi, non devo nemmeno avere un piano, una strategia. Quasi non mi serve nemmeno pensare. Per vendicarmi, mi basta vivere.


A.

venerdì 8 febbraio 2008

POPOLO POTTERIANO 2

 Ok ok.... se leggete i commenti del precedente post vedrete che Stoned Butterfly è VERAMENTE sul pezzo


Allora lasciamo stare la domanda su Andromeda, e levatemi una curiosità che mi è venuta riguardando per la millesima volta il film dell' Ordine della Fenice (il settenne non ne ha mai abbastanza).


Quando i nostri tre prodi entrano alla Testa di Porco per aspettare i compagni che diventeranno l' ES, c'è una rapida inquadratura del proprietario del pub - che dunque nessuno dovrebbe ancora sapere ne sospettare essere Abe Dumbledore. Ma il tale in questione ha l'età del suo famoso fratello, ha una bella barba grigia simile (anche se più corta) a quella di  Albus e soprattutto, ha una CAPRA che gli passa dietro le spalle. Quindi di fatto quel tizio lì è già Aberforth, (transeat la somiglianza fisica dei personaggi, ma la capra non può lasciar adito a dubbi......), e lo è durante le riprese del quinto film, prima che il settimo libro esca. Come fa il regista a saperlo?


Quindi, cosa mi sfugge?


A voi.



A.

giovedì 7 febbraio 2008

POPOLO POTTERIANO A RACCOLTA

Ragassuoli belli, ho un paio di quesiti da intenditore.


1. Prima del Settimo libro, v'è menzione da qualche parte che Aberforth sia il proprietario della Testa di Porco?


2. Prima del Settimo libro, v'è menzione da qualche parte che una cugina di Sirius, Bellatrix e Narcissa abbia sposato un babbano di nascita? (si tratta di Andromeda, che ha sposato Ted Tonks). Forse dice qualcosa nel Quinto quando presenta il personaggio di Ninphadora??



Attendo ragguagli....................

sabato 22 dicembre 2007

INNOCENZA, ADDIO.

La Puffola sta facendo un po' di pulizie prenatalizie, tentando soprattutto di liberare la cameretta dal superfluo, senza peraltro ottenere alcun successo.


Il suo figlio "grande" la guarda uscire dalla camera a mani vuote con sguardo vittorioso e parla di D, il suo migliore amico di scuola,  e mentre lei se ne va sconfitta, la apostrofa con una delle sue solite sparate al fulmicotone.


"Mamma, lo sai che D. faceva sesso con i suoi pelouches?" dice con il massimo della tranquillità ed il sorriso sulle labbra


La Puffola si blocca immediatamente con un piede a mezz'aria, la bocca spalancata e l'innocenza che scivola via dalle sue rosee gote come il rossore di una che sta per svenire. Conta fino a dieci per trovare una risposta decente, e alla fine dice


"E tu lo sai cosa è il sesso?"


"Si. Darsi i baci nel letto"


Silenzio, lungo sguardo meditabondo della Puffola. Varie opzioni che si susseguono davanti ai suoi occhi tipo quelle di Terminator nel primo film. Poi: "Si, amore, esatto, bravo."


Posso sopportare di perdere la mia innocenza di mamma, ma non tutta insieme, please. Lasciatemi qualche piccola illusione. E' Natale.

martedì 18 dicembre 2007

AMOR FRATERNO

Seconda elementare.


I bambini oggi hanno composto il loro primo testo descrittivo.


Ecco quello di Ric.


"Il mio fratellino si chiama Lorenzo e ha 4 mesi. Ha le orecchie piccole, gli occhi azzurri, il nasino piccolo e i capelli rossi. Ha il piedino piccolo ma l'alluce molto grande. E' molto allegro, e basta che gli parli che lui ride, e se è di buon umore, grida di gioia"


Amore della mamma.


Qui ci vuole un doppio Babbo Natale.

CONOSCERE IL TERRENO DI SCONTRO

Alle volte pensi di conoscere una persona.


Per esempio, sta per capitare l'evento A, e tu dici a te stessa "la persona in questione reagirà in questo modo preciso"


Così affili le armi, come dire. Prepari una strategia, perchè il "modo preciso" non corrisponde per niente ai tuoi piani, oh no, ma proprio neanche un po'. Anzi, i tuoi piani sono quasi diametralmente opposti, e tu lo sai che dovrai usare tutte le frecce al tuo arco per far girare il fumo nella tua direzione. Anzi, probabilmente, ecco, dovrai anche spingere un po' sull'accelleratore, fare un po' di pressione. Un moderato uso della manipolazione, come dire, quella di cui tutte noi donne siamo così pratiche. Sei preparata. Pregusti la battaglia e senti già sapore di vittoria.


Poi, l'evento A capita davvero e quella che definiamo "persona in questione" ti fa un gesto con la mano, un banale gesto di uso corrente, una cosa che qualunque essere umano fa almeno dieci volte tutti i giorni... ma quel gesto ti fa capire che la reazione all'evento A non è stata affatto quella che avevi prefigurato.


Anzi.


Tutto l'opposto.


Così la Fredda Calcolatrice si trasforma in Paperino col punto di domanda sulla testa, ed esattamente come lui, va a gambe per aria.


Le sue armi si spuntano, i piani si incasinano. E si trova a combattere, si, ma per gli opposti schieramenti. Com'è, come non è, il terreno di scontro cambia, e lei non ne ha più il controllo. La prefigurazione salta e lei si trova trascinata nel campo della pura improvvisazione, senza nemmeno ben sapere cosa diavolo sta improvvisando.


Ha perso il controllo della situazione.


Recuperarlo? Girare la situazione a proprio vantaggio? Possibile. Ma molto, molto più difficile del previsto.


Non c'è pace sotto gli ulivi.